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mercoledì, dicembre 26, 2001


I have a dream... we could be anything... a Mosca fa un freddo esagerato, che non credo potrei sopportare per più di un paio di giorni. I moscoviti, invece, ci sono abituati, per loro è normale che a Natale ci siano temperature così basse, attorno ai -10°C, e che per le strade si siano accumuluati almeno 20 cm di neve ghiacciata... i russi sono gente che ha sofferto molto, che conserva un memoria storica dolorosa, ferita da governi incapaci di portare il popolo verso un progresso economico adeguato agli standard europei e che non sono mai riusciti a domare efficacemente quella bestia nera che è l'inflazione. il tenore di vita in russia è spaccato in due parti, diversisissime tra loro. Il dislivello socio-economico che divide la gente è molto forte e non è strano trovare famiglie intere che svernano con zuppe di patate sulla tavola e acqua riscaldata sulla stufa, mentre fuori dalla finestra il generale inverno ha ibernato tutto, anche la speranza. Ieri, il giorno di Natale, nonostante il freddo intenso, molti cittadini moscoviti si sono radunati in Pushkin Square, davanti ad un pannello gigante che ha trasmesso, in diretta, un discorso di Putin al suo Paese. Il presidente si è poi reso disponibile a rispondere alle numerose domande che ne sono scaturite o che gli stessi cittadini gli hanno posto al momento, cercando di porre chiarezza sui prossimi impegni del governo e di far svanire i mille dubbi che tormentano uomini e donne consumati nelle ristrettezze. A quanto pare la Russia sta cercando di risalire la china e forse questo Putin fa sul serio. Le sue parole erano cariche di promesse, di buoni propositi, di garanzie, ma si sa, a parole son bravi tutti, è dopo che viene il difficile. Putin, però, ha dal canto suo un po' di numeri che sembrano incoraggiare le aspettative e dare un po' di ossigeno ad un paese sfiancato da false promesse, scandali, lutti e tracolli finanziari. L'inflazione sta scendendo ed il governo sta pensando di affrontare con maggior forza gli effetti collaterali delle guerre in Afghanistan ed Asia orientale che qui hanno un peso crescente. "La Russia sta diventando sempre più un paese senza confini" ha sibilato Putin, e c'è da credere che i prossimi dieci anni vedranno tra i protagonisti della scena mondiale questo sconfinato paese che ha sempre fatto molto parlare di sè, soprattutto su tematiche legate agli armamenti, ma che in pochi, almeno qua in occidente stretto, conoscono a fondo. La Russia ha fame di progresso, di mercati stabili, di certezze sociali, di integrazione ("...la Russia è l'unico paese in cui cristiani e musulmani convivono pacificamente..."), di emancipazione. La Russia è una matrioska che aspetta di essere aperta per svelare le sue ricchezze al mondo, troppo distratto per darle retta, ma c'è ancora tanto da fare, da correggere o istituire. "...Putin said - I don't have the legal right to solve this problem instantly, but the world is not without kind people. We have many charities, and I am sure that you will be helped." ...


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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