domenica, dicembre 30, 2001
ieri pomeriggio, in compagnia di Loto ed altri amici, ho visitato l'inaugurazione della personale di alvaro lucchi, pittore forlivese di talento e dalle idee raffinate. Oltre a nature morte e figure femminili, lucchi ama dipingere scorci di strade e di campagna, descrivendo, con i suoi pennelli, la nostra cittadina. Mi hanno colpito molto il suo sguardo veloce ed attento e la sua instancabile necessità di sperimentare tecniche nuove e nuovi soggetti. quello che alvaro esprime in un quadro non può essere contenuto tutto dentro agli occhi, nè espresso a parole. A chi guarda entra solo l'essenziale o ciò che vuole leggerci. Il senso vibrante che muove quei colori, seppur secchi, giace sotto ad ogni impronta vitale lasciata sulla tela. ...occorre un'energia esagerata per dipingere a quel modo... stupita da una così egregia produzione sono uscita dalla sala un po' scossa, come sempre mi accade quando mi scontro con la vita della gente...
sabato, dicembre 29, 2001
quanti di voi, a capodanno, si pettineranno così? :)
ma chi è pierluigi diaco? onnipresente, onnivoro, onniscente, onnilogorroico, onnistressante, onniblaterante. Dovunque io guardi, ascolti, sfogli, lui c'è. Leggo proprio ora, sul barbiare della sera, una divertiente critica al diaco in questione dopo aver sfogliato (e riso, lo ammetto) una serie di ferocissime spacconate e baionettate sul dj apparse su clarence ("bello peso come" al solito...) Apprendo, con stupita meravilgia, che l'onniscurrile dj ha pubblicato un onnilibro... eh, già, come muovere critiche... ormai, oggi, chi non scrive libri? Tutti, prima o poi lo fanno, come sposarsi, come licenziarsi, come traslocare. Nel 2000 tutti possono scrivere un libro e diventare star per almeno tre settimane di dicembre... non importa cosa o come scrivi, l'importante è pubblicare, conquistare un angolo nelle librerie, 20 cm sugli scaffali... Ieri sono entrata in libreria alla ricerca di alcuni testi validi da regalare. C'è in vendita un sacco di roba strana, tomi e tomi scritti da persone che non sanno proprio cosa dire, o che non hanno niente da dire ma che fanno finta di averne e danno alle stampe, sempre e solo durante le feste di natale, saggi e racconti fast food, che se anche non te li leggevi stavi bene lo stesso, ma loro stanno meglio di te, di sicuro, almeno dopo avergli sganciato 15 € per leggere i loro vaneggiamenti deliranti di cento pagine... se prima avevo qualche remora su cosa e come scrivo su ocurrencia, adesso credo mi farò meno problemi. Non si può essere sempre interessanti, contenutisticamenti densi, acclaranti, innovativi, stimolanti, eccentrici, acuti. Spesso, troppo spesso, si è noiosi, lamentosi, retorici, scontati, sciatti, bolsi, scurrili, sbiaditi. Non sarebbero sbuffi...
venerdì, dicembre 28, 2001
è iniziato il conto alla rovescia: -4 giorni all'euro... quest'anno non si aspetta l'anno nuovo, ma la moneta unca, l'euro! è indubbiamente un evento storico del quale, credo, se ne conserverà preziosa memoria... ma lo sapete chi ha ideato il simbolo dell'euro €? è stato arthur eisenmenger un tizio che per il celeberrimo disegno, pare, non ha voluto un cent...
giovedì, dicembre 27, 2001
stiamo impazzendo... "...dopo i fasti di titanic e harry potter, la MGM (metro goldwin mayer) produrrà il remake di "provaci ancora sam" con protagonista il vero genio delle cacce al tesoro, l'unico guru dei telequiz, lui, osama bin laden. L'intero progetto sarà finanziato da McDonald's, la quale lancerà, per l'occasione, il mc-fish-no-pig, il primo hamburgher al pesce senza geni di suino. Dal primo gennaio 2002, inoltre, in tutte le edicole potrete trovare la collana di vhs "Osama bin laden - I video - The definitive gold collection" con in regalo le prime 5 pedine del gioco da tavolo Cluedo ed i carri aramtini di Risiko...." ...se leggeste una notizia del genere ci credereste? e allora perchè invece credete alla notizia dei videotape di osama bin laden?... chi ci assicura che non sia tutta una bufala? a volte ci penso, anzi, lo penso tutti i giorni, e sono sempre più convinta che manchi qualcosa a questo thriller ai bucatini al quale stiamo assistendo in massa... stiamo impazzendo, non esiste, stiamo diventando tutti matti... per me è tutta una finta... "...in realtà bin laden si chiama jimmy bynight ed è in florida, a fare surf e a spendere centinaia di dollari in ristoranti e in catene di alberghi simbolo del progresso e dell'occidente emancipato, fumando sigari cubani e strafogandosi di bistecche e coca-cola. cotal jimmy è notoriamente un ipertiroideo dunque non ingrassa di un grammo e gira con una jeep e fa la controfigura di enrique iglesias nelle scene erotiche dei suoi videoclip... ogni tre-quattro settimane, registra un videotape amatoriale, (di solito al martedì sera, dopo lo show di jessica the pussicat al bilingo lights di las vegas), in uno studio di hollywood addobbato come fosse un campo profughi afghano, con una decina di comparse..." dite un po': non potrebbe essere davvero così?
mercoledì, dicembre 26, 2001
a Mosca fa un freddo esagerato, che non credo potrei sopportare per più di un paio di giorni. I moscoviti, invece, ci sono abituati, per loro è normale che a Natale ci siano temperature così basse, attorno ai -10°C, e che per le strade si siano accumuluati almeno 20 cm di neve ghiacciata... i russi sono gente che ha sofferto molto, che conserva un memoria storica dolorosa, ferita da governi incapaci di portare il popolo verso un progresso economico adeguato agli standard europei e che non sono mai riusciti a domare efficacemente quella bestia nera che è l'inflazione. il tenore di vita in russia è spaccato in due parti, diversisissime tra loro. Il dislivello socio-economico che divide la gente è molto forte e non è strano trovare famiglie intere che svernano con zuppe di patate sulla tavola e acqua riscaldata sulla stufa, mentre fuori dalla finestra il generale inverno ha ibernato tutto, anche la speranza. Ieri, il giorno di Natale, nonostante il freddo intenso, molti cittadini moscoviti si sono radunati in Pushkin Square, davanti ad un pannello gigante che ha trasmesso, in diretta, un discorso di Putin al suo Paese. Il presidente si è poi reso disponibile a rispondere alle numerose domande che ne sono scaturite o che gli stessi cittadini gli hanno posto al momento, cercando di porre chiarezza sui prossimi impegni del governo e di far svanire i mille dubbi che tormentano uomini e donne consumati nelle ristrettezze. A quanto pare la Russia sta cercando di risalire la china e forse questo Putin fa sul serio. Le sue parole erano cariche di promesse, di buoni propositi, di garanzie, ma si sa, a parole son bravi tutti, è dopo che viene il difficile. Putin, però, ha dal canto suo un po' di numeri che sembrano incoraggiare le aspettative e dare un po' di ossigeno ad un paese sfiancato da false promesse, scandali, lutti e tracolli finanziari. L'inflazione sta scendendo ed il governo sta pensando di affrontare con maggior forza gli effetti collaterali delle guerre in Afghanistan ed Asia orientale che qui hanno un peso crescente. "La Russia sta diventando sempre più un paese senza confini" ha sibilato Putin, e c'è da credere che i prossimi dieci anni vedranno tra i protagonisti della scena mondiale questo sconfinato paese che ha sempre fatto molto parlare di sè, soprattutto su tematiche legate agli armamenti, ma che in pochi, almeno qua in occidente stretto, conoscono a fondo. La Russia ha fame di progresso, di mercati stabili, di certezze sociali, di integrazione ("...la Russia è l'unico paese in cui cristiani e musulmani convivono pacificamente..."), di emancipazione. La Russia è una matrioska che aspetta di essere aperta per svelare le sue ricchezze al mondo, troppo distratto per darle retta, ma c'è ancora tanto da fare, da correggere o istituire. "...Putin said - I don't have the legal right to solve this problem instantly, but the world is not without kind people. We have many charities, and I am sure that you will be helped." ...
lunedì, dicembre 24, 2001
al mondo c'è gente che gioca tutte le sue carte per degli ideali precisi, condivisibili o meno, che motivano gesti irripetibili. ci sono stati uomini e donne, oppressi da altri uomini e donne, che hanno deciso di buttarsi a capofitto in una guerra senza esclusione di colpi per riconquistare la propria dignità, la libertà dei fratelli, la vita. purtroppo spesso queste guerre, sconosciute ai più, sono finite nel sangue rubro che mai potrà essere lavato dai sassi, dalle strade, dalle mani che ha sporcato. Victor Jara amava il suo paese e la sua gente, le cose semplici, un bicchiere di vino, la sua chitarra, cantare canzoni d'amore alla sua donna, guardare gli occhi dei bambini e abbracciare un amico, un fratello, nella polvere dei campi, nelle strade di una città giovane e vigorosa, piena di speranza. Victor sognava un mondo più giusto, fatto di rispetto e pari opportunità, di progresso e giustizia, di libertà di pensiero e di scelte. Ma il suo sogno divenne sempre più grosso, incontenibile dentro a quel petto stretto, sotto a quei capelli nerissimi e nervosi, tanto che per alleggerirsi cominciò a liberarlo nell'aria, accarezzando la sua chitarra e viaggiando per le città del suo Cile. Victor cantava con rabbia contro gli uomini arroganti e vigliacchi, contro il doppio gioco degli interessi e la meschinità che la miseria soffocata dalla prevaricazione produce. Victor non aveva paura di nulla, tremava solo guardando gli occhi di Joan o quando la baciava sui prati, accarezzandole i lunghi capelli corvini, la notte, tra le lucciole timide. Victor ha pagato il suo sogno un prezzo altissimo, che nessuna banca del mondo potrebbe sostenere. Egli aveva una ricchezza immensa dentro di sè che molti politici e soldati gli invidiavano. Egli sapeva che suono aveva il grido della gente, che odore emanava il pianto del dolore, che colore dare alle parole. Victor ha perso la vita per la libertà, per la giustizia, ha guardato in faccia i suoi carnefici intonando arie coraggiose che solo l'amore per gli uomini e per le loro infinite risorse ti può dare. Victor era un uomo libero. Questa notte si ricorda la nascita di un altro uomo libero, che ha perso tutto per salvare un ideale di uguaglianza, di libertà, di giustizia. Che questa nascita possa riscattare dall'oblio e dall'indifferenza tutti gli uomini e le donne come Victor ... Buon Natale...
o sono io che non capisco oppure c'è davvero qualcosa che non va... è nota a tutti la sfuriata del ministro gasparri a quelli che il calcio di domenica scorsa, dove la ventura ha cercato di difendere la satira e di attutire l'irruenza del ministro, riscaldatosi un po' eccessivamente sotto i fuochi dell'autoritarismo e delle frecciate un po' troppo salate di gnocchi. Mentre la ventura cercava di riportare il buon senso sopra tematiche note a tutti e da tutti condivise con frasi del tipo "faccio satira da anni e una cosa del genere non mi era mai capitata... chi è sopra di lei non ha mai detto niente contro la satira" o ancora "La satira è un elemento di cultura e se uno non lo capisce...", il ministro non si è arreso e non è certo rimasto a guardare, così, con un'irrorazione corposa alla carotide, ha riempito furibondo il trasmettitore del telefono con avvertimenti ai trigliceridi del tipo "questi sono intenti diffamatori", "mi rivolgerò alle sedi legali", "Fate la satira ma lasciare perdere le cose serie". È di oggi, invece, la notizia dell'oscuramento totale di alcune pagine del portale clarence che avrebbero parlato male di jonnhy dorelli, con battute gradasse e un po' spaccone sulla vita dell'artista e i suoi decorsi personali. Ma che sta succedendo? Io adoro la satira, ma che sia una satira fatta bene, intelligente, condotta ad armi legali e pari rispetto all'antagonista e che si fregia di obiettivi di un ceto livello socio-culturale. C'è in giro un sacco di gente che spara cattiverie, stupidaggini, che scrive anche cose non vere pur di far ridere o di mettere in cattiva luce qualche personaggio pubblico, che magari in quel periodo non se la passa neanche tanto bene, e dopo tutto questo pasticcio venuto maluccio si fregia pure di essere un "comico che fa satira". Ci sono ben pochi attori e giornalisti, in italia, che fanno satira seria, che sono in grado di far divertire parlando di cose gravi o di prendere in giro, nei punti giusti, i politici, i personaggi dello spettacolo, i vips. Non mi sento poi così contrariata dalla'oscuramento delle pagine su clarence, perchè ho sempre ritenuto che facesse una satira piuttosto di bassa lega, di facile presa ma dagli artigli sbeccati e mossa contro gli obbietivi troppo facili da colpire, come se si sparasse sull'ambulanza. La sfuriata del ministro gasparri mi ha fatto riflettere ma, anche se non ho una buona opinione di lui come politico e del suo operato, non so se dargli completamente torto. Certo è che ha un po' esagerato, telefonando in diretta e sparando a zero contro la ventura e soprattutto contro gnocchi, che considero un genio della comicità ma che a volte si lascia un po' prendere la mano. Il ministro ha confuso il rispetto con l'arroganza, i comici hanno calcato un po' la mano e hanno oltrepassato il limite che separa la vita pubblica del personaggio con quella privata... Il punto dolente, forse, sta in quanto davvero si fa satira in italia e quanta di questa produzione andrebbe salvata e salvaguardata. Una cosa è comunque certa: la televisione è malata, sta soffrendo di un male etico, ha poca, pochissima cultura, anche laddove si dovrebbe ridere e scherzare per sdrammatizzare le tragedie politiche e sociali che siamo costretti a vedere ed ascoltare ogni giorno. L'ormai celeberrima deficienza della televisone è ovunque, a partire dai telegiornali fino alle televendite, ed il ministro delle telecomunicazioni anzichè sbraitare al telefono in una trasmissione che cerca di salvare la domenica televisima invernale degli italiani forse dovrebbe rivedere un po' di cose sulla rai, a cominciare dal canone, e sulle televisioni nazionali che non accusano alcuna fatica nello sbranare il cervello e la dignità del telespettatore medio, mentre si danno un gran daffare ad incappucciare con stelline, panettoni e raccolte benefiche la mediocrità dilagante, travestita da vallette, letterine, merendine, veline, cretine e cretini, calendari, gossip, telequiz, speciali mongolfiere,show triviali, talk show spazzatura, et cetera et cetera, amen...
Vanessa ha ragione, Alicia Keys è una grande... sul sito di "radio1" della BBC c'è una pagina-intervista dedicata a questa giovane artista soul, dove è possibile ascoltare in stream il brano fallin' (credo proposta in una versione live-radio), trascinante e morbidissimo primo singolo di songs in a minor... (occorre real player)
domenica, dicembre 23, 2001
"...aaah, bellachioma, questa volta hai toppato!! fai le cose sempre di fretta, sempre senza soffermarti troppo, e ti perdi il meglio, il nettare..." èssì, ma per fortuna ci stanno gli amici :) bhè, ho saputo che quest'anno c'è qualcuno che ha pensato di unire la tradizionale spedizione di cartoline virtuali ad un'iniziativa di solidarietà. Infatti la rivista Glamour aiuta i bimbi del madagascar: basta inviare una cartolina elettronica e mezzo euro verrà messo da parte per l'associazione umanitaria Fihavanana, che segue ed aiuta, appunto, i bambini del madagascar...
sono sempre stata contro gli abiti che recano qualsiasi tipo di pelliccia animale, perchè credo che ci si possa vestire senza dover sacrìficare la vita di animali innocenti... vabbè, poi anch'io porto scarpe di pelle, giacconi in piuma d'oca e giacche di pelle, e so di essere un'ipocrita quando dico questo, è vero, lo sono, ahimè, lo sono, ma almeno da qualche parte bisognerà pur cominciare per limitare i danni ed io ho iniziato dalle pellicce. Il discorso su quanto si è animalisti è molto lungo e complesso da affrontare e, scava, scava, tutti finiamo col tirar fuori diversi scheletri dall'armadio, perchè tutti siamo un po' ipocriti, pur nel nostro piccolo modo di esistere, anche se quasi mai in mala fede... cmq premetto che detesto gli schieramenti estremi, in qualunque caso... bhè, dicevo, sono contro le pellicce, ma inorridisco ancor di più al pensiero che in giro ci sono giacconi fatti con pelo di cane o di gatto... e c'è gente che se li mangia pure, questi esserini da compagnia... ma come si possono compiere azioni orribili di questo tipo?
Il grande Terence Trent D'Arby è tornato, finalmente, dopo essersi perso nei menadri di una vita sregolata al massimo, tra alcol e droghe varie, che, a detta sua, lo aiutavano a trovare la giusta ispirazione per le sue canzoni.... la verità è che Terence ha una voce celestiale ed uno stile pazzesco, un talendo unico, ed è un vero cantante soul e merita davvero di essere tornato a cantare nel modo e nei suoni che lo resero noto al grande pubblico. Dopo il primo album, Introducing The Hardline According to Terence Trent D'Arby, che ebbe un enorme successo (e che credo di aver distrutto a forza di ri-ascoltarlo) ha snocciolato una serie di insuccessi appannati che lo hanno gettato non solo nel dimenticatoio, ma anche nella schiera dei cantanti maledetti ed affetti da meteoritismo (dico così perchè il meteorismo è ben altra cosa...;) ...da poche settimane, invece è tornato con il singolo O Divina, una dolcissima canzone, trascinante al punto giusto e che sa di buono... L'unica cosa che non capisco è il motivo per il quale ha cambiato nome... questi artisti fanno impazzire, ogni tanto saltano su e decidono di cambiare nome (o marito o moglie) così come ci si cambia i pantaloni... un esempio sopra tutti è dato da Prince che deve avere all'attivo una decina di nomignoli stranissimi... poi è arrivato quel frescone di puff daddy che fa il duro ma che ha sempre mammà al seguito e che adesso si fa chiamare p-diddy, nome da boa dis truzzo che tanto ricorda il nome di una coniglietta di playboy. In italia, invece, ci ha pensato er piotta, bucatini, vino e coatteria aggratis, che in onore dell'euro diventerà europiotta... ma fatemi il piacere....
Lo ammetto, quest'anno sento poco le festività, forse a causa di un sacco di altre emergenze insindacabili che occupano abusivamente la mia mente. Non c'è niente di strano, se leggete i sondaggi sul Natale sparsi per la Rete troverete che una buona fetta di italiani, almeno il 30%, non prova sentimenti particolarmente "buoni" verso il Natale e non vede l'ora che passi per ributtarsi su altre situazioni forse, a detta di molti, più "sopportabili". La cronaca quotidiana non ci auita affatto in questo, si passa da un estremo all'altro, dal consumismo puro e confettato fino alla miseria umana più assoluta e disarmante. bin laden forse sparirà dalla bocca degli Italiani per 24 ore (anche se ne dubito) per lasciare il posto ad argomenti che siamo soliti buttare nel cassetto per il resto dell'anno e che a Natale, volenti o nolenti, tiriamo fuori, come si fa con gli album di fotografie. Delle feste di famiglia amo solo un particolare, che può non dirvi nulla, ma che a mio avviso è l'unico brandello di motivazione che rende quel tipo di feste occasioni di ritrovo ancora con un senso. Le feste di famiglia sono paragonabili alla revisione che si fa all'auto o al tagliando. Esse sono riassunti, puntualizzazioni su ciò che si è fatto come gruppo di esseri umani che si sono ritrovati gli uni vicini agli altri, inaspettatamente, legati da sentimenti, doveri, certezze, dubbi e bisogni, disperati bisogni a volte soddisfatti altre lasciati sgolare in fondo alle scale. I dolori e le gioie diventano rughe, espressioni, modi di sorridere, movimenti delle mani, camminate, voci, toni, sguardi, sbadigli, tratti fisionomici.... i fatti accaduti e le situazioni affrontate insieme, come famiglia, si fanno corpo su di ognuno dei componenti e per quello, e per i geni, ci si assomiglia, nell'amore e nell'odio. Le prime vere guerre si fanno proprio in famiglia e il Natale alza una bandiera bianca sul campo, a chiedere una tregua lunga un giorno appena, proprio come per bin laden. Il mio buon proposito per ogni Natale è che, al di là di tutti i comportamenti, le prese di posizione, le stupide arringhe o le semplici chiacchiere, si possa comprendere a che punto si è arrivati come famiglia, come esseri umani, perchè anche se dei sentimenti, a volte, si farebbe volentieri a meno, è con quelli che ti scontri, perchè esistono e ci fanno essere e sone sempre loro a determinare che colore ha un giorno, che suono ha un ricordo, che differenza passa tra un uomo qualunque e tuo padre. Il Natale è la festa della famiglia per eccellenza e ho preso la cattiva abitudine di registrare tutto su di un nastro privato e di accucciarmi in un posticino tranquillo, sotto ai piedi degli altri, zitta zitta, in attesa di qualche flebile segnale, perchè aspetto questa revisione, desidero bollare e vidimare questa verifica, questo collaudo. Credo sia una cattiva abitudine perchè non mi lascia mai sensazioni patinate, confettose, burrose, come ogni bimbo si costruisce nella fantasia.Sforzo per sforzo, forse sarò una voce che chiama dal fondo delle scale, una volta, per poi tacere ed ascoltare il loop dell'eco dei muri, altissimi e marmorei, senza che le piante musone della pianerrottolo smuovano una sola foglia...
venerdì, dicembre 21, 2001
con una lunga intervista su L'Espresso Lorenzo Jovanotti annuncia l'imminente uscita del suo nuovo album, il quinto mondo, preceduto dal singolo "salvami", in radio a fine mese. È già in rotazione nelle radio italiane, invece, il nuovo singolo "Figlio, figlio, figlio" di Roberto Vecchioni, il cui nuovo album, Il lanciatore di coltelli uscirà a gennaio...
avrei giusto bisogno di rinnovare la bicicletta e stavo pensando a qualcosa di particolare... a berlino gira un tale con una bicicletta euro fantastica... il problema sarà trovare parcheggio in centro...
un altro paese sta scoppiando di rabbia e disperazione. In Argentina De la Rua presenta le dimissioni. Non c'è più unità nazionale, il paese è nel caos più completo, i supermercati sono stati presi d'assalto, la gente corre per le strade accaparrando quello che può, in preda all'angoscia di un presente sempre più incerto, in disfacimento. Un altro paese sta vivendo una guerra di stampo economico e dalle ferite sociali, febbricitante di rivolta con grida di orgoglio e miseria verso un nord che l'ha sfruttato, sopraffatto e ingannato. I mercati sono come le colt, hanno colpi secchi e mirati, non concedono rese nè seconde volte, raggiungono l'obietivo nel fumo caldo della resa dei deboli. "...Lo stato d'assedio - che rimane in vigore trenta giorni - sospende i diritti costituzionali e dà al governo poteri speciali per sedare i disordini. Nella speranza di porre fine alle violenze, l'esecutivo si è impegnato a stanziare sette milioni di dollari per fornire generi alimentari ai più bisognosi. Ma la situazione economica dell'Argentina è quasi disperata, con 132 miliardi di dollari di debito pubblico..." Ed io che ho appena visto il nulla telematico, il vuoto culturale nazionale, l'orfanotrofio dei contenuti, il lazzaretto dei format, sfoglio incredula un sito d'informazione alla ricerca di un punto d'appoggio. Ubriachi di nulla cremoso e profumato ce ne stiamo grassi a guardare pupazzi che non hanno più bilancine per niente, ma solo neve catodica da spararsi su per la narice del perbenismo. Là fuori sta cambiando tuitto o niente, siamo in mezzo alla rivoluzione dei derelitti, dei dimenticati... ma siamo sicuri di non avere tutti le stesse mani e le stesse facce? Domattina lo specchio dirà la sua verità...
giovedì, dicembre 20, 2001
per queste feste mi sta arrivando di tutto: cose carine e altre carinissime :) a detta di chi mi ha spedito questo augurio l'immagine non è proprio nello spirito del Natale ma è una gran filosofia (che mai come in questo periodo mi sento di condividere...)! (by Grazia)
mercoledì, dicembre 19, 2001
avete mai visto su telemarket francesco boni (quel presentatore con la erre moscia e che dice le cose a ripetizione senza una gran fantasia e che guzzanti imita benissimo e lo prende in giro facendogli vendere quadri di un certo mutandari :) cercare di convincervi che quel quadro di mario schifano è un capolavoro, un'irripetibile opera d'arte, un investimento sicuro "...perchè signori, questo oggi lo pagate 10 milioni ma tra tre mesi, un anno, 10 anni lo rivenderete a 30, 50, 100 milioni, e rimpiangerete amaramente di esservi lasciati sfuggire quest'occasione d'oro..." e via così? a me schifano non piace, mi sa tanto di uno che l'ha messa in quel posto a tutto il mondo con i suoi disegnini e gli è venuto anche fatto bene. È comunque una questione di gusti e su questo non si può discutere granché, e poi, sinceramente, ammetto di non conoscere a fondo l'arte geniale dell'imprevedibile schifano. La celebre trasmissione che va in onda sulla tv dell'elefante, e che ora ha tra i testimonial anche sgarbi, tratta migliaia di opere d'arte contemporanea di grande valore e storia, ma anche un sacco di roba di dubbio gusto e seriosità, ma l'arte è arte, si sa, e ora anche vendere è un'arte e anche comprare lo è, così investire 10 milioni in un quadro di remo squillantini può essere anche piacevole, il quandro è bello, l'artista è uno che ci sa fare e ha della storia sulle spalle, oppure investirli in un'opera di michele cascella, ma spendere 5 o 10 milioni in qualcosa di indecifrabile o di un ermetismo sfuggevole diventa più difficile da giustificare, almeno sotto il profilo estetico. L'arte è un business, loè sempre stata, ma oggi lo è particolarmente: si vendono e si comprano quadri per far girare soldi, lievitare il denaro, dar da mangiare ad un sacco, troppa, gente. Molte persone raffinate, di animo aulico, amano veramebte l'arte e si gustnoa gli acquisti, fanno le collezioni e dànno motivi concreti agli artisti per lavorare e sviluppare fantasia e sogni su tela, ferro, oro e altro. c'è però tanta gente che compra solo per investire, e così eccoti i vari boni che ti presentano un quadro e te lo consigliano caldamente, spingendo affinche qualcuno se lo compri, perchè l'arte è un investimento. Lampante. L'arte è fare soldi comprando e vendendo i sogni e le idee di qualcun'altro che avrebbe voluto dirti qualcosa, ma che sembra nessuno riesca a cogliere. Ciò che importa invece è che quell'oggetto faccia aprire i portafogli, accendere conti bancari, stringere mani e squillare telefoni. Le statistiche in fondo non mentono: nell'ottobre di quest'anno i prezzi degli oggetti d'arte sono cresciuti moltissimo e molte persone, impaurite dalla guerra, hanno comprato e estinto le liquidità in pericolo inflazione. Di cialtroni è pieno il mondo, ma per fortuna c'è anche gente seria. E così sulla tv dell'elefante trovate anche quel logorroico di willy, che lo strozzereste, ma che ha studiato, più di boni sicuramente, e vi racconta, fino allo sfinimento, la storia dell'artista e dell'opera. Quello è vendere arte, o almeno per me: aiutare chi è attratto da qualcosa a capirne i significati reconditi e allo stesso tempo spiegare perchè il tizio ha fatto la tal cosa o perchè è così preziosa quell'opera. I quadri non sono titoli di borsa...
martedì, dicembre 18, 2001
ma secondo voi, anche dopo studi approfonditi che comunque non sono stati in grado di sciogliere i numerosi dubbi che gravitano attorno all'omaccione bianco e rosso, babbo natale esiste? (PS: non ditelo a mio nipote, eh?... grazie...)
come si fa a decidere che questo sarà il sito ufficiale di babbo natale? chi gli ha concesso la nomina di ufficiale? solo perchè il webmaster ha comprato per primo il dominio ufficiale? ma babbo natale lo sa? è come se io, una mattina mi alzassi e decidessi di fare il sito ufficiale di Giulio Cesare o quello ufficiale di Spartaco, di Orazio, di Dante... ora, un conto sono i discendenti che dopo centinaia di anni decidono di fare un sito ufficiale in memoria di, ma è ben diversa la faccenda quando il protagonista del sito è un tizio vissuto 2000 anni fa e di cui nessuno può denunciare la parentela, naturale o acquisita... il garzanti riporta: "dicansi ufficiale documento, notizia o altra informazione emanati dall'autorità competente, con garanzia quindi di autenticità..." chi è l'autorità competente di babbo natale?
lunedì, dicembre 17, 2001
la culligan ha compiuto il miracolo: ha reso l'acqua di casa bevibile... secondo la legge, potabile lo era già, ma non poteva di certo denominarsi bevibile... L'acqua erogata dall'acquedotto cittadino è al 45% composta da H2O... incredibile, eh? èssì, perchè il restante 55% è rappresentato da fango, prodotti chimici e aromi vari, come si legge sulle etichette dei prodotti alimentari... fate la prova dell'elettrolisi (o quello che è..) e vedrete cosa salta fuori da un bicchier d'acqua. dopo averlo visto rifiuterete di bere, cucinare e lavarvi con acqua del rubinetto... non sto scherzando! bhè, il miracolo è che quest'acqua depurata, demineralizzata ora è migliore, in sapore e qualità, della migliore delle acque imbottigliate... liberi di non crederci, ma la camomilla di questa sera era fenomenale: innanzitutto sapeva di camomilla (e non sapevo avesse un così un buon sapore :) e poi era leggerissima, un soffio... stiamo perdendo il gusto, il sapore, l'odore delle cose buone... delle cose buone... pensateci quando mangiate una pizza o un piatto di pasta o mentre vi fate la doccia, o quando annusate l'aria fuori dalla finestra oppure quando sorseggiate un infuso caldo... abbiamo perso, smarrito, dimenticato di che fibra è fatta la roba buona, quella genuina... è tutto appiattito, omogeneizzato, mascherato da disinfettanti, denaturalizzanti, correttori, insetticidi, sofisticato da coloranti, conservanti, additivi, aromatizzanti, edulcoranti... ci vorrebbe davvero il tipo della pubblicità che dice "..mai più un piatto piatto..." dove stanno le cose belle della vita? dove? e pensare che ce le avevamo a portata di mano: bastava aprire un rubinetto o scendere giù in cantina o uscire in giardino ed ecco che si poteva godere del massimo splendore della natura di cui siamo figli. ed invece per avere di più, per possedere di più e spostarci più velocemente, per primeggiare, accumulare, tramandare, sostituire e gratificare abbiamo perso qualcos'altro... ottengo b perdendo a... abbiamo pagato un prezzo, acceso un mutuo per la vita, che ogni giorno deprezza la vita stessa, inflaziona la salute... e questo prezzo sta lievitando... si adeguerà pure lui all'euro??
mai commento sul conflitto tra israeliani e palestinesi fu più attuale...
domenica, dicembre 16, 2001
vi racconto una cosa carina. mia cognata aspetta un bimbo e proprio ieri lei e mio fratello pensavano a quale nome scegliere se nascesse una femmina.
mirca - mi piaccionio i nomi con i colori... e a te?
stefano - sì, abbastanza... per esempio?
mirca - bhè... bianca...
stefano - sì, bello... mmmm... che ne dici di azzurra?...
mirca - ... anche, sì...
stefano - rosa no, è un po' antico...
ad un tratto sopraggiunge quello scricciolo di mio nipotino, 3 anni spumeggianti di simpatia, si affianca al papà, gli tira la camicia in giù e dice:
nicolò - chiamiamola GIALLA!
ho riso per 30 minuti senza pause e sto ancora ridendo, se ci penso con attenzione ricado in un sussulto ridanciano assolutamente irrefrenabile. Quel bimbo è un genio! Sarà un ometto fantastico... :)
potrei anche non essere d'accordo, ma forse lo farei per partito preso. anzi, sarebbe una ragguardevole scortesia divergere da un così chiaro scorcio di vita. sono certa che a volte di quella sensibilità ne faresti volentieri a meno, la butteresti nel pattume e vorresti solo uscirtene di casa e sentirti mediocre come tutti gli altri, almeno riusciresti a respirare senza il terrore di smarrire qualcosa di te. poi la storia ha il sopravvento e la tua ginnastica quotidiana diventa una mera sfida politica, filosofica, fisiologica contro te e contro tutti e ti senti squagliare come una banana annerita dal troppo frigorifero. ogni piovra ha le sue ventose, tutte appiccicano, ma nessuna riuscirà a trattenere le formiche impazzite :) lasciate che le vostre formiche si arrabbino, senza regole...
la crudeltà di certi mestieri, di certi sport non penso potrà mia essere oscurata dalla bellezza che accompagna queste attività umane. A differenza dei tendini dei calciatori che fanno sospirare tutta l'italia e che tengono lo stomaco in una morsa fino al giorno in cui l'atleta non calca nuovamente il campo da calcio e fa goal, di Zanardi più nessuno ha detto niente. Il pilota bolognese perse entrambe le gambe in una corsa spietata e crudele quanto il business che l'accompagna. Con un paio di gambe artificiale ora potrà camminare di nuovo, ritornare ad essere un uomo indipendente e libero.
vi devo confidare una mia debolezza: sono stanca di tutta questa melensa beneficienza che ha tutta l'aria di un abbondante spargimento di zucchero sopra ad un piatto di ricotta andato a male. non sono contro la beneficienza, ma credo che in italia, come suppongo un po' ovunque, essa non venga proposta nel modo giusto, sfruttando i canali corretti. è una beneficienza che rattoppa le pezze che si stanno scucendo, ma non confeziona alcun nuovo abito. siamo sempre nudi, infreddoliti e nemmeno queste raccolte di fondi risolveranno nulla. "Sì, dici bene, ma in fondo è meglio che niente..." Ok, rispondo, ma tra fare qualcosa di serio e prendere in giro c'è una bella differenza... Grillo sostiene che è inutile dare soldi a telethon per sostenere la ricerca, perchè in italia non c'è ricerca, o meglio, c'è ma solo al minimo sindacale, quel tanto da giustificare questo enorme giro di denaro. E' vero, non c'è ricerca: su di essa gravano un nepotismo ed un ostruzionismo politico che la ostacolanodi netto, che la imbavagliano e la scoraggiano. in italia non c'è ricerca. Questo è un punto di vista esacerbato che fatico ad abbracciare, ma sospetto abbia un fondo di verità, documentata ampiamente, peraltro... e poi basta guardare per capire... un sacco di persone si domandano dove vanno a finire i soldi donati, se davvero vengono spesi coscientemente e nella maggior parte dei casi o non ricevono risposte o scoprono verità agghiaccianti e deludenti. lo scandalo degli aiuti alimentari spediti nei paesi dell'ex-yugolsavia, ai tempi della guerra dei balcani, ne fu un esempio lampante, e di esso ne parlò profusamente striscia la notizia. fu davvero uno scandalo perchè l'iniziativa coinvolse diverse autorità statali e private... ma questo è solo uno dei tanti scandali legati alla solidarietà che hanno macchiato il nostro paese. sono diffidente di queste iniziative che, guarda caso, si organizzano solo a natale, facendo leva sui buoni sentimenti della gente, in un periodo dove tutti sentiamo più forte il desiderio di stare con la famiglia e sentirci protetti da tutte le brutture che accadono nel mondo. sapere che qualcuno sta male, o sta morendo di freddo, fame e misera, mentre tu sei a tavola con un tacchino enorme appena tolto dal forno, ti provoca un senso di impotenza e di colpa schiaccianti. l'unica via di salvezza per liberarti da questo opprimente senso di colpa è quella di donare qualcosa a qualche associazione umanitaria, perchè se al mondo qualcuno sta male un po' di colpa è anche tua. Accanto a queste cose poi spuntano altri spartaco che raccontano quanto le multinazionali stiano distruggendo il pianeta e violando diritti umani e di lavoratori, come ad esempio sta facendo mcdonald's. Qui anche noi possiamo fare qualcosa, ma questa volta si scopre che la nostra azione ha un effetto immediato, ha un significato più radicale e non demandato ad altri che dovrebbero "agire" in vece nostra. Questo tipo di battaglia, in una società malata e bugiarda come quella attuale, è forse il metodo migliore per fare qualcosa... boicottare... odio questo termine, ma sembra sia l'unico modo per fare qualcosa, per cambiare qualcosa nell'indifferenza generale. La morale, almeno in questi termini, e sopra queste mie piccole considerazioni, è che esistono centinaia di modi per fare del bene, per aiutare la gente e cercare di "cambiare le cose", ma non tutti applicano un metodo efficace, corretto. Dobbiamo considerare con attenzione la nostra partecipazione alla"solidarietà" e valutare cosa è più efficace e cosa no. E qui ce ne sarebbe da dire, ma non credo di essere la persona adatta nè avrei la parole giuste. Peccato... avrei affettato il mondo come un uovo sodo e poi ci avrei pianto sopra, salandolo con la mia indignazione e la mia delusione, ma non sarebbe servito a molto, o forse solo a mescolare acqua col vino. invece ci vuole coraggio, forza d'animo, speranza, cuore e mai gettare la spugna. mai. Fate quello che potete, per voi, per gli altri, per chi vi chiede aiuto, ma non smettete mai di leggere, pensare, ascoltare e valutare. Mai. Un mondo giusto non esisterà mai, ma so che non dovrei mai smettere di deisiderarlo. È un'utopia che mi tranquillizza, stranamente, come quando ti convinci che il tizio che guardi negli occhi ti ama anche se non è vero...
venerdì, dicembre 14, 2001
tutti i cartoon e i video di Gino The Chicken: il milgiore resta comunque 'o talebano...
in effetti a volte le agenzie di pubblicità si lasciano un po' prendere la mano e propongono spot un po' troppo piccanti o di gusto mediocre. puntualmente accade che certe pubblicità vengano tolte dalle televisioni o rifatte. Non mi è mai piaciuto lo spot dei jeans con tutti quei di-detro-parlanti, e perciò non sono dispiaciuta per il fatto che lo toglieranno dalla tv. Comunque non è la prima volta che accade in italia. forse nel resto d'europa sono di più larghe vedute... comunque a tutto c'è un limite, anche alla creatività...
mercoledì, dicembre 12, 2001
scritto in un times super-piccolissimo, sul sito di Editrice Zona trovate uno stralcio di un'intervista a Roberto Vecchioni, tratta dal libro Roberto Vecchioni. Capire l'uomo e l'idea, di Antonio Accardo...
mai dire mai: dopo 4 mesi mi ha scritto Marco! :)
martedì, dicembre 11, 2001
con oggi fanno tre mesi che è scoppiata la guerra, dopo l'attentato terroristico al WTC di New York, ma le tragedie sembrano non finire. Bin Laden proprio non ha "gana" di arrendersi nè gli Usa hanno mai pensato di darci un taglio con le bombe, anzi, più andiamo avanti e più grosse le buttano. Il Natale farà da scenario, col suo velluto rosso e le candele luccicanti, a tutta una serie immonda di orrori, di pura immondizia che ora, secondo programmi precisi, sta imbrattando seriamente anche la televisione: sì, perchè ormai non si parla d'altro, di quanto faccia schifo questa televisione... e tutti continuiamo a guardarla e a dire quanto fa schifo, e che vergogna di qua e che storia di là... L'Africa sta subendo l'ennesima guerra, una delle tante ormai, che la stanno sbranando e dissanguando a poco a poco... E come se non bastasse ci si mette anche il virus ebola a complicare le cose, a preoccupare tutti e a far pulizia...
ci risiamo: la wanna nazionale è di nuovo nei guai e si ostina a smentire quanto abbietto e perdente sia il suo metodo di fare marketing, di fare soldi... strategie tutt'altro che vincenti, fallate, bucate, pernachciose... una decina d'anni fa era su tutti i giornali la notizia della sua bancarotta. Miliardi di debiti a causa di bugiarde cremine verdognole: nessun'alga avrebbe potuto salvare le massaie dalla cellulite nè i conti in rosso dell'urlatrice televisiva più nota del bel paese. La ditta marchi&marchi sta affondando in una fanghiglia strana, tra dadi, amuleti e capelli ossigenati, sotto il simbolo della magia, bianca o nera non importa. È comunque una magia che puzza di truffa, di raggiri e viltà. Una fine penosa e vergognosa, non c'è che dire, quella della wanna nazionale, ma nel suo armadio sono ammucchiate altre sfingi, altre maschere e so che tra alcuni anni la donna dalle borse oculari più gonfie dell'emisfero boreale tornerà sulla cresta dell'onda a vender chissà-Dio-cosa a chissà-chi, forse proprio per conto di Dio e di tutti i santi del paradiso. Wanna dalle sette vite tornerà... D'acòrrdo????
Caro Babbo Natale, sono una bambina un po' cresciuta che si ostina ad indossare cappellini con scaldaorecchie anche col mezzo tacco da cenetta del sabato sera, ma credo non importi molto di cosa indossi o meno, in fondo ce la metto tutta per non dimenticami mai di quando sono stata bimba e quanto mi sia sembrato grande il mondo ogni volta che uscivo dall'automobile dei miei, una microcosmica autobianchi che aveva tutta l'aria di essere il mio vascello piratesco. In tasca porto sempre quel nasino da maiale rosa che mi fa tanto ridere e che a volte vorrei indossare anche quando discuto col capo dei risultati mensili del tal cliente, di bozze, fatture e bilanci. Un grugno rosa che sogghigna beffardo sulla seriosità cocciuta e impenetrabile degli adulti. Ti assicuro che sono stata bimba e dunque posso scriverti una letterina. È un evento perchè non te ne ho mai scritte di letterine e credimi, mi sento un po' di tremarella nelle mani. Nessuno me ne aveva mai parlato di questa fantastica possibilità di raccontarti cosa vorrei per Natale, da bimba non sapevo bene cosa centrassi con quel buffo nonnetto bianco-rosso. Non a tutti i bimbi si parla con semplicità. Ma ora ho scoperto questo ritrovato curioso ed invitante e non voglio farmi sfuggire l'occasione, tanto più che mio nipote ti ha già scritto e non vorrei esser da meno, perchè so che il 24 dicembre ci racconteremo cosa ti abbiamo chiesto e staremo tutta la sera davanti alle luci azzurre dell'albero per aspettare cosa porterai... Avrei un sacco di cose da chiederti, davvero tante, me ne accorgo solo ora che questa possibilità di parlarti mi pare così funzionale ed efficace, ma cercherò di concentrarmi sull'essenziale e di riservare attenzione all'elettricità sismica che attraversa polmoni e cuore, proprio come deve aver fatto Andrea. Ti chiedo di portarmi via per un po', lontanissimo da qui che pare sia il luogo più freddo della Terra. I termometri non lo rilevano, ma questo è il posto più gelato del Mondo, te lo posso assicurare. Scaldini ai piedi, coperte di Linus, poltrone imbottite, trapunte al miele, cappelli di cortesia, nulla è valso a riscaldarmi. Ho freddo e devo partire, ormai ho deciso, devo cercare un posto più caldo. Non ti sto chiedendo un biglietto aereo o una cuccetta sul primo orient express, ma solo un angolino sulla tua slitta. Vorrei proprio andarmene da qui per u po' tempo, non so per quanto, verso un posto caldo, solare e morbido, senza tutto questo ghiaccio e questa bora che non smette mai di soffiare. Lo so che avrai un minuto anche per me e se mi lascerai un bigliettino sul camino saprò che potrò partire ed esplorare, per tutto il viaggio fino alla meta, scucire tutte le pezze fino alla spiaggia, alla sabbia che tutto leviga e trasforma. Non te ne dovrai stare tutto il tempo là con me, le tue alci si annoieranno a morte e non mi prenderanno certo in simpatia. Basterà che mi indichi la strada, ci arriverò da sola, mi hanno quasi convinta che ce la posso fare e che per strada potrò chiedere e domandare. Andrea mi ha suggerito di chederti anche le scarpette di Peter Pan ma non importa, fa' niente, i miei scarponcini rossi andranno benissimo. Le scarpette, invece, regalale al mio capo, che ne ha più bisogno. La letterina te l'ho scritta ed è già partita per casa tua: la tua risposta avrà un suono familiare, non mi coglierai di sorpresa... o forse sì?
e a proposito di libri da rileggere periodicamente, anche the catcher in the rye, da noi meglio conosciuto come Il giovane holden, andrebbe riletto per riassaporare ironia e amarezza in un unico sorso... ma a voi è mai capitato di voler leggere un libro solo perchè ha una bellissima copertina? a me sì, ma siccome punto sempre su motivi più strettamente concettuali e d'intelletto, rimando a tempo da definirsi il momento in cui soddisferò l'istinto, e forse il primo libro sarà proprio coscine di pollo di tom robbins: dicono sia uno spasso... forse non sempre l'apparenza inganna. bhè, è anche successo che sia rimasta delusa da una copertina simpatica (per esempio, pur nella sua innovativa dialettica, non mi piacque affatto "la bruttina stagionata" di carmen covito..), ma leggere val sempre bene una copertina, o come si dice?... :)
lunedì, dicembre 10, 2001
certi libri andrebbero riletti ad intrevalli regolari di tempo. scoperto alle elementari Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry ogni tanto ritorna nella mia quotidianità, a volte come riferimento, altre come regalo altre ancora come bisogno di rifletterci dentro e muovere un po' la sabbia che sta sul fondo...
domenica, dicembre 09, 2001
sono sempre più dell'idea che un sacco di gente non abbia niente da dire, mai, in nessun contesto. prevale uno spiccato senso di osservazione e studio, condito da un atteggiamento di superficiale ascolto. a volte penso non sia neppure colpa loro, forse non gli hanno mai insegnato ad avere un'opinione e, a ben pensarci, provo una certa difficoltà personale in questo, accade cioè che non riesca a formulare un personale pensiero, una soggettiva considerazione su fatti, personaggi, notizie, ma credo sia dovuta all'insicurezza... in giro c'è tanta gente che non ha davvero niente da dire e gli va bene così: segue il gruppo, la moltitudine e si allinea, si omogeinizza. lo trovo drammatico. la televisione spinge come una pressa in questo senso, cerca in tutti i modi di allineare le menti, di omogeinizzare le opinioni, le persone. pian piano diventiamo tutti uguali e forse è proprio per questo che non si ha più niente da dire, anzi, la diversità, che potrebbe stimolare il dialogo, impaurisce e la si tiene lontana, con ogni mezzo. e così cade il confronto, svaniscono i motivi che aiuterebbero a comunicare, ad accendere un dialogo. questa cosa mi fa impazzire. nel terzo millennio abbiamo tutto, dai cellulari superaccessoriati ai computer tascabili, fax anche in casa, televisioni satellitari... non manca più niente e tutto ciò che servirebbe per comunicare costa il giusto prezzo... e non abbiamo niente da dire... in edicola vendono migliaia di giornali, riviste, che raccontano migliaia di storie... e non abbiamo niente da raccontarci... muti, silenziosi, imperturbabili... beviamo una cosa al tavolino del bar e chiacchieriamo di niente, di fumo, di aria... non abbiamo niente da dirci.... quando queste cose accadono in casa propria addolorano molto ma le si giustificano meglio, per un sacco di motivi privati che genrano, i così detti, dolori privati... quello che mi sgomenta, invece, è che questo silenzio iconografico è anche su internet: ci vediamo, passiamo, lasciamo tracce, ma non abbiamo niente da dirci... non c'è nulla per cui valga la pena di dialogare... perchè?
sabato, dicembre 08, 2001
ma l'avete vista la puntata di ieri sera di sciuscià dedicata all'impunità? sono sempre più rattristata e nauseata dalla nostra classe politica, dal nostro governo... dove sta andando la nostra povera italia, violentata, usurpata, svergognata, presa in giro da tutto il mondo, additata, censurata, ferita, denudata, imbruttita ed imbrattata, annerita, schiaffeggiata? il vero patriottismo è cantare l'inno di mameli mentre in parlamento accadono cose disdicevoli o le ingiustizie vanno a braccetto con gli affari? qual'è il vero senso di patria? dove sta l'anima della costituzione, dei diritti civili e sociali? cosa siamo noi italiani? che specie vivente è la classe politica italiana? lode e merito, come sempre, ai giornalisti d'assalto, che rischiano ogni volta faccia e carriera per porre semplici domande alle quali nessuno sembra voler rispondere. e i politici fanno di tutto per nascondere e proteggere le loro indecenti proposte (e risposte)... l'orribile presagio è che le due cose più odiate e indesiderate ce le abbiamo in casa, mentre tutti continuano a ripetere che è ineluttabile cercare di combatterle, soprattutto se identificate all'estero. Queste due "cose informi" sono l'aborto della libertà: mafia e abuso di potere.. tra venti giorni scarsi sarà Natale: mai come quest'anno ho odiato il consumismo ed il marketing... ho voglia di cose semplici, anzi, ne ho bisogno... { sul dibattito on line consensi e dissensi... }
interessante ed utile raccolta dei testi di beppe grillo, curata da Giuliano del sito Cervello, rubrica informatica di controinformazione.
venerdì, dicembre 07, 2001
interessante intervista a beppe grillo su italia indymedia (via verbamanent)
anche i quotidiani hanno iniziato ad aumentare la dose di pubblicità: accade sul sito de la repubblica o su quello del resto del carlino. richiami la home page o una notizia e zac!, prima di farti leggere ciò che chiedi eccoti una pubblicità a tutto schermo, della durata di circa 5 secondi... internet diventa sempre più televisione e i quotidiani hanno sempre più bisogno di far quadrare i conti sui bilanci di siti che paiono solo in perdita... interessante evoluzione editoriale. una decina d'anni fa uscì, per alcuni mesi, una rivista di cucina, interamente stampata su carta semi-riciclata, dall'aspetto di un quotidiano, ma assolutamente priva di pubblicità. costava pochissimo ed era bellisima. i sogni, ovviamente, durano un nulla e così tempo 3-4 mesi e la redazione fallì: la rivista non fu mai più riproposta... l'era del tutto-gratis, ribadisco, sta terminando... dunque domando: preferite convivere con la pubblicità (come acacde qui su ocurrencia) o pagare un tot per ottenere il servizio chiaro e schietto? e se preferite pagare, accettereste di leggere pagine con comunque sopra stampata della pubblicità? (un po' come accade sulle riviste)...
e a proposito di parrucche e parrucchini mi sono tornate alla memoria alcune persone cadute nel tunnel del bulbo posticcio, che ancora oggi incrocio per le strade della mia città o sulle rotaie ferrate. il massimo esponente del gruppo è sicuramente l'affittacamere di via regnoli, in centro città, un tipo sulla settantina, molto decadente, dall'espressione alla john wayne ed il look da industrialotto milanese anni '80, con tanto di pantalone modello classico bianco e mocassino calzato senza calzino. Lo riconosci al volo, perchè la parrucca gli è fin troppo grande e sembra la indossi a rovescio... altro esponente della categoria è un controllore della linea ferroviaria ancona-milano, noto a tutti i pendolari perchè è tra i più severi ed intransigenti controllori della regione. Indossa una parrucca integrale, in un modo penoso: gli si sposta sempre un po' in avanti, svelando la coppa lucida e lasciando presagire che sia assolutamente calvo. La parrucca, peraltro, è opaca e secca, ricorda i capelli della barbie... tra i controllori c'è anche un secondo personaggio molto particolare: porta il parrucchino, rinforzato da un riporto considerevole; non ha mai lo sguardo fermo e l'andatura sicura, è solo un povero diavolo avvinazzato, con le gote rosse... chissà quanto beve... L'unica donna che segnalo è la tabaccaia di un quartiere di periferia, qui nella mia città: pettegola e attaccabottone, indossa un parrucca invecchiata, opacizzata e afflosciata... a reggio e milia invece gira un tizio assurdo che sembra atterrato qui da un pianeta dove fanno solo feste e party in stile "Capri anni sessanta": il suo parruccone ramato farebbe invidia a platinette e i suoi foulard sono bandiere libertine di una giovinezza andata, forse perduta. Nella sua eccentricità fa quasi tenerezza... unica vera nota di merito: le scarpe bianche... bhè, come Bellachioma, il tema delle parrucche, questa volta, mi ha presa molto...:)
la pagina più inquietante che ho visto oggi: vedo tutto. Un avvertimento come un altro per dire semplicemente che se si volesse si potrebbe seriamente fare dei danni, gratuitamente e senza veri motivi, se non quello di dimostrare di essere più preparati o intelligenti... questo è "terrorismo psicologico informatico"... eh, eh, eh... ma guardate il codice html che si cela dietro... non sembra nulla di grave.. tutta scena... e ti senti più coglionazzo di prima :) comunque resta il fatto che esiste veramente chi potrebbe minare il vostro sistema senza alcuno scrupolo... dite che un firewall aumenterebbe la sicurezza (e la tranquillità)?
giovedì, dicembre 06, 2001
mio cognato è parrucchiere e mi ha inseganto un trucco per capire se una persona porta la parruccca o no. "Tu guarda la radice dei capelli, sempre. Se la radice non si vede, cioè se non riesci a capire dove iniziano i capelli, allora quello porta una parrucca." Ho provato a fare come dice e vi assicuro che è vero. Guardate Lucio Dalla (che si vede lontano un km che ha la parrucca) oppure il tanto belloccio Ron. Come? non ci credete? Ron HA la parrucca. Mio cognato me lo ha assicurato. Anzi, per me deve averne un centinaio a casa: bionde, rosse, more, coi ricci, senza ricci... i soldi li ha, che problema c'è... non ci credete? Cercategli la radice dei capelli... Avanti! Dite un po'... dov'è? Eh, sì, qui ci vorrebbe l'unico, inimitabile, irraggiungibile Cesarone Ragazzi: lui avrebbe sistemato tutto, come un vero superman del bulbo... (un mito della mia adolescenza)... E in giro di gente ce ne deve essere un mucchio con la parrucca, davvero tanta...
questa sera sul treno ho visto tootsie! "ma non è possibile..." mi son detta "non siamo mica in un cinema..." eppure quella donna di mezz'età aveva qualcosa di strano, di molto strano... il caso ha voluto che si sia seduta proprio di fronte a me così l'ho guardata, anzi, le ho rubato un po' di privacy (perchè sul treno si finisce sempre per spiare la gente di nascosto, non di guardarla, chè imbarazza di più) ed ho provato a capire che cosa fosse in realtà. non per acidità, ma vi assicuro che era un po' inquietante: il volto assai incipriato, palliduccio, con le gote appuntite e colorate di rosa carico, alla heidi. il mento a punta con sopra una bocca sottilissima e incorniciata in almento sei giri di rughe concentriche, continuamente disturbata da smorfie di vario tipo e dalla natura oscura. Questa instancabile contrazione mandibolo-mascellare poteva essere interpretata come una prova della tenuta del lifting, ma lì, su quel volto, di lifting non ce n'erano... La signora non faceva altro che contorcere la bocca e stringere gli occhi: faceva un sacco di facce strane. L'ho vista molto perplessa, indecisa se sedersi lì, in quel posto tra tre giovinastri sbarbi. Pellicciotto anni '70 di castoro o di altro animaluccio peloso bruno, sciarpa rossa, gioielli a non finire. Valutando a mente fredda avrà avuto un sei, sette etti di oro.... "Che strano, sì, c'è qualcosa di strano in lei..." ho di nuovo pensato "...ma che cosa??". Portava i capelli un po' cotonati, corti e riccioli, voluminosi ma allo stesso tempo perfettamente immobili, quasi vitrei. Un maglioncino a lupetto rosso le ingessava il collo. Completo giacca e gonna blu scuro, con uno spacco da brivido che nasceva appena sopra il ginocchio. Il ragazzotto al suo fianco l'ha guardato per un attimo e poi ha affondato il naso in una pila di fotocopie stropicciate. A prima vista sembrava facesse pubblicità alla tim: blu e rossa, rossa e blu. Calze velate gialline che lasciavano intravvedere un polpaccio muscoloso e teso. Mani piuttosto sfiorite. Le mani tradiscono, sempre. Puoi piallarti, rifarti, gonfiarti, sgonfiarti, truccarti. Le mani diranno sempre chi sei, cosa fai e quanti anni hai. La signora, sola, aveva anche una borsa nera, una misteriosa borsa da viaggio morbida nologo, ovvero senza marca.... "Il mistero si infittisce... ma che c'ha 'sta donna di strano???" insomma, ci ho pensato per tutto il viaggio: 45 minuti di meditazione profonda su questa persona che aveva tutta l'aria di essere un uomo travestito ma che in realtà uomo non era: era indubbiamente una donna di sessant'anni, forse sposata, forse nonna, forse arricchita, forse sofisticata. Vabbè, ma che c'è di strano?.... Sono scesa in stazione, col buio delle sei, e dopo tre passi mi sono fermata, attonita, stupita. "Ho capito"... ... "eh, eh, eh... Ma aveva la parucca!!!" È, già, la parrucca. Da non crederci. Avevo già visto uomini con la parrucca (e gli uomini non la sanno portare, li sgami subito! Si vede lontano un miglio che hanno il bulbo posticcio...), ma donne, dal vivo, mai. Immaginatevi questa donna come una specie di sorella della lollobrigida, o di zia sciupata della pampanini o una ciugina di terzo grado emigrata in brasile della martinelli. Ci sono rimasta un po' maluccio, perchè non capisco cosa spinga queste persone a mascherarsi in quel modo, a diventare una caricatura imbarazzante di se stesse... perchè molte donne non accettano di invecchiare? cosa sentono dentro di sè, quale dannato orgoglio o quale tagliente vergogna si cela dietro a queste messinscena patetiche e piuttosto identificabili? Forse lo capirò solo a settant'anni... voi che dite?
mercoledì, dicembre 05, 2001
sono una bambina impertinente...
mi è giunta questa e-mail dallo staff di freedom2surf.net:
"...We're contacting you as a subscriber to the Freedom2Surf's
experimental free web hosting service.
At Freedom2Surf we're constantly updating our web hosting
service and one of our big concerns is to make sure we have
the highest standards of customer service. To be able to
provide this we have decided to discontinue the experimental
free hosting service that we have been running.
The service will continue until February 28th 2002 after
which time any websites which have not transferred to our
Global Hosting package will be closed..."
Morale della favola: per salvare dal buco nero ogni sito iscritto al servizio free di freedom2surf.net basterà sottoscrivere un contrattino da 57 euro, comprendente anche la registrazione di dominio .com ...Tirava brutta aria, l'avevamo capito: comunque il provider inglese non ha tutti i torti, da qualche parte dovrà pur tirar su i dindi ed in fin dei conti l'offerta non è malvagia...
per la verità non l'ho ancora letto, ma per chi invece l'avesse già fatto e volesse sapere come sta andando avanti l'attività di naomi klein, su portalinus.it trovate quattro nuovi capitoli di aggiornamento del celebre libro No logo, contro le multinazionali e la globalizzazione. Una mia collega mi ha raccontato che il titolo del libro in questione di fatto è coperto da copyright, dunque rappresenta un logo. Vero? mah... se fosse sarebbe quasi un non-sense... :) quando ho domandato alla mia collega "E quindi che significa?" lei ha concluso dicendomi "Beh, significa che la Klein è una stornza ;)" Risate arricciate a non finire... cmq rimane la curiosità, le prossime 30 carte (o 15 euro) saranno dedicate a questo tomo nero...
grazie della sorpresa! :) questa mattina eudora mi ha scartato un regalo: "... Quando grida / dove il silenzio è più forte / quando muore / dove il silenzio è più forte / quando un uomo / con dieci fiori vincenti / in mano / dichiara tre picche / giuro / è un poeta..." Che strano il mondo, il presente: succedono fatti inaspettati dei quali scopri che ne avevi bisogno... grazie, ci penserò su...
anche bluemountain ha diviso servizi a pagamento da quelli gratuiti. anzi, direi che di gratuito c'è rimasto ben poco... ormai l'era del tutto gratis sembra sia giunta al termine e forse gli stessi utenti preferiscono pagare un cifra modesta pur di avere in cambio un buon servizio, affidabile, facile all'uso, versatile e duraturo. con solo 12 dollari all'anno ci si può assicurare il massimo servizio in termini di cartoline elettroniche. se avete molti amici e parenti sparsi in giro per il mondo, bhè, questo è sicuramente iun buon servizio che potrebbe facilitarvi la cura dei rapporti interpersonali... il computer diventa sempre più un elettrodomestico :)
ho addobbato l'albero di natale e appeso gli addobbi scandinavi nella scala. quest'anno va decisamente meglio dal punto di vista delle apparenze. la casa ha un'atmosfera maggiormente di festa, di raccoglimento; che poi dietro ci stia tutt'altro è un'altra faccenda. l'albero di natale è incantevole, con tutti quei suoi luccichii. e pensare che non è un classico albero natalizio: rigorosamente finto (perchè ci siamo stancati di sacrificare abeti veri per l'edonismo consumistico) anche questa volta l'ho agghindato con fettine di arancia, mele finte, pupazzetti e formine colorate di pasta di sale... uno strano albero, degno dell'evoluzione generazionale. ai miei nipotini forse piacerà, anche se non ha niente di giapponese o tecnologico.
lunedì, dicembre 03, 2001
lo dico sempre a mario di stare attento a con chi esce. oggi non è più come una volta, come era per i nostri nonni. le donne non sono più remissive, piuttosto dominabili e tutto sommato prevedibili come accadeva nel dopoguerra e nello sconfinato passato. e te lo dice uno che rispetta le donne e che fa di tutto per deliziarle. sia chiaro, sono sincero, trasparente. "devi considerare", gli dico sempre. considerare che non son fatte tutte come marta e che non si alzano tutte tardi o non tutte preferiscno le parole agli abbracci. c'è il buono e il meno buono. da stronzo gli metto paura, eh, eh, fa una faccia quando alzo il tono e lo faccio preoccupare, dovresti proprio vederlo, ma so che in fondo è un buon vecchio diavolaccio, si farà apprezzare comunque. sì, perchè credo che oggi non ci siano più categorie definite di donne, e che non sia più così facile teorizzare, prepararsi, calcolare. serve l'esperienza, solo esperienza. su di una cosa però sono ancora sicuro: ogni donna ha il suo neo di riconoscimento, notato il quale, caschi il mondo, si comporteranno così. quelle con le calze velatissime e la riga dietro il ginocchio, per esempio, sai che avranno per te solo tacchi avari e sigarette smorfiose, a confonderti le idee, e potrannno permettersi di offrirti la cena o di accusarti di essere poco tecnologico. e non avrebbero tutti i torti se vedessero il vecchio motorola da mezzo chilo sassato dentro al cruscotto. quelle col cane, invece, animaliste al millesimo, e forse solo verso il propio fido amico, seminano peli e antipulci ovunque ma ti impongono le pattine in casa propria e di solito ho un buco nel calzino sinistro, quello dell'ansia, che mi si sfracella sempre, dopo appena due uscite. poi ci sono le donne col portatile, molto veloci, saette di concetto e aspettative. esigenti, fin troppo. ieri,invece, ho conosciuto una donna col blog. come con cosa? col blog. sì, dài, adesso va quella roba lì: il blog. dicono che scrivono sulla rete e che si divertono da matte. io non sapevo che roba era il blog, allora ho telefonato al mario e gli ho detto del blog, del fatto che me la tiravo con una che "scrive su internet" ma lui niente, sembrava non sentire e ha cambiato discorso, attaccando con la solita manfrina della bruna e della bassa e io "bada ben di non confondermi come al solito, la storia della senegalese non me la raccontare più" e lui per fortuna non si è dilungato e ha finito col sorprendermi: questa volta è stato mario a darmi un consiglio. sui blog. mai-successo-prima! comunque ho scoperto che il blog è un'arma a doppio taglio e se decidi di uscire con una donna col blog devi assolutamente sapere che poi lei scriverà di te e del tuo superIo sulla rete, dove tutti potranno leggere e apprendere che tipo sei e se hai avuto successo o meno. insomma, questo blog è un dannato bilama. magnifico megafono per publicizzare questo bel vitellone che sono, ma orribile presagio di sputtanamento. fai attenzione alle donne col blog. non so se si nota a prima vista, ma appena pronunci "intenet" si svelano subito. attenzione caro mio, fai molta attenzione alle donne col blog...
(scritto di getto e liberamente ispirato ad un certo pezzoli... Loto sa di chi parlo :)
arriva un giorno, dopo un sacco di tempo trascorso chissà dove, in giro a smaltir una sbornia, che decidi di voler cambiar le regole. e quel giorno è sempre troppo lento e non vuol passare, non si conclude affatto. guardi continuamente l'orologio impaziente di un qualcosa che ponga fine all'attesa, che ponga un finale a non sai bene che cosa, ma sai che sarebbe ora di tracciare una riga sull'asfalto, di scrivere un evidente "stop please, you must stoppin'..." . e in quel girno credi che sarebbe più giusto poter scegliere, o almeno che sarebbe giusto iniziare a farlo, provarci, per capire se si è tagliati per giocare duro, seriamente, con trucchi e mosse sghembe. se si potesse scegliere di cambiare il passato allora sapresti perfettamente cosa desiderare. i natali in una città di mare, con infanzia sciamannata e scapestrata, di un divertimento delizioso. quindici anni col rossetto e i primi mezzi tacchi. maturità all'estero, cartoline dalla spagna, fiori secchi della nonna e un bacio rubato all'ingenuità. un cane da rincorrere e accarezzare, un gatto stupido e affettuoso, un maglione di lana invecchiato addosso e non nel cassetto. università lontanissimo, sei mesi di pazzie e un'aranciata con delusione ad ombrellino galleggiante. una marea infinita di progetti, ripensamenti, me-ne-frego, ci penserò, volgio.star.solo.com, eccomi-son-nella-mia-nuova-casa, libri da scrivere, quelli letti regalarli e una pila così di ricordi fotografici da conservare. perchè non c'è un momento nel quale possiamo cambiare i fatti, pagare un pegno per mutare le nostre vie, il destino? il passato non si cambia, non c'è più. puufffff, soffiato via, lontanissimo. addosso solo graffi e qualche brufolo antiestetico. un trucco furbissimo quello del tempo, chè se ne fugge da tutti, come una saponetta bagnata. e noi sulle poltrone a guardarci in faccia cercando di rimettere la schiuma nella saponetta, di riattaccare la cenere alla sigaretta, di appiccicare la barba al rasoio che ha pulito la faccia. ma di solito succede che non ci sono tutti i because per i troppi why e me ne resto lì, con le piume arruffate. stanca e immobile. da oggi venderò tagliole, dicono sia conveniente. qualcuno mi offre un drink? con ghiaccio, molto ghiaccio...
tre nuovi contributi video nella sezione .videoz di soleluna: dal concerto di zofingen lorenzo canta l'ombelico del mondo, funky beat e un medley spaccatutto :)
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