giovedì, febbraio 28, 2002
eugenio scalfari parla di girotondi: "[il sentimento che anima il girotondo] ... Riguarda la destra quanto la sinistra, supera gli steccati dei partiti e degli schieramenti, vuole essere un richiamo alla responsabilità individuale dei cittadini. La parola "cittadini" sta recuperando da qualche tempo una valenza che era andata smarrita. [...] Cittadini vuol dire abitanti della stessa città e, estensivamente, dello stesso paese, della stessa comunità; diritti e doveri di cittadinanza sono le leggi che tutti siamo tenuti a rispettare e tutti abbiamo titolo di formulare" ... un commento asciutto, essenziale e chiaro. suppongo regni molta confusione in merito a questi girotondi, non so, ma se anche voi siete nel dubbio, se non sapete che dire o fare, se non capite che posizione vorreste assumere, che parte scegliere, beh, andate a vedere che succede ai girotondi, che si dice, chi c'è: partecipate in prima persona a queste iniziative libere organizzate da semplici cittadini e verificate di che si tratta. il santommaso che c'è in noi ogni tanto può aiutare a capire...
non potevo non segnalarlo: l'espresso propone le più belle barzellette su berlusconi in un inserto dentro al numero della rivista di questa settimana. alcune battute sono davvero spassose... eeeh, la satira fa miracoli: siamo disperati e ridiamo.... ma a pensarci bene, che ci sarà mia da ridere, eh? ... vabbè, per fortuna c'è la satira...
mercoledì, febbraio 27, 2002
Marco Ottanelli parla di Girotondi sul sito di "Democrazia e legalità"... (grazie a Chiara) Segnalo anche un sito "fuggitivo" o sfuggente, sfuggevole, una specie di contro-sito: buio buione, un caso web da conoscere, una realtà editoriale "carbonara" non ben classificabile, che esula dalle categorie, dalle directory. dal trash alla contro-informazione, dai deliri allo scherzo fino alle cose serie. non so, fatico ad esprimere un giudizio personale al riguardo. concludo solo con un link: berlusconi for dummies...
stamane ho acceso Irma, controllato la posta ed eccomi arrivare una newsletter del sito "Spegniamo le TV del Presidente", ideato e gestito da un gruppo di studenti dell'università di Pisa. Ammetto di essermi un po' arrabbiata nel leggerlo, perchè chissà dove cavolo hanno preso il mio e-mail... questa è una specie di spam... Apprendo comunque che per il 13 marzo questo gruppo di studenti ha organizzato una "manifestazione di civiltà" per le strade di Pisa... vi rimando alle pagine del sito per saperne di più, segnalandovi solo che troverete alcuni interessanti documenti di Pancho, alias Francesco Pardi...
martedì, febbraio 26, 2002
ma che fine hanno fatto gli incredibili audio 2? peccato per il sito: è un vero pugno in faccia... ma la musica, quella rimane bellissima...
avrei un sacco di posta da sbrigare, curricula da spedire e la chioma pronta per lo shampoo :) ... noia, sbuffi e sopracciglia sgualcite: giornata molto "uof!" anche oggi.... ritorno alla contabilità ambientale, vah, che è meglio, seppur senza un briciolo d'entusiasmo...
lunedì, febbraio 25, 2002
grazie ad un rapido giro su polaroid mi sono ricordata che kassovitz, l'attore che impersona Nino in "Il favoloso destino di Amelie", è il regista de L'odio (La haine), un film francese terribile e scioccante. Vidi L'odio una sera d'estate, al cinema all'aperto, con un'amica. Da sempre mi piacciono i film francesi e quelli d'autore per cui, nonostante lo shock, riuscii a seguire tutta la trama e a gustarmi, se posso dire, quest'opera eccellente, di regia e sceneggiatura. la mia amica, invece, si addormentò appena al ventesimo del primo tempo, ma rimase lì fino alla fine, per cortesia verso di me (per la cronaca le cedetti anche il mio cuscino per farla ronfare più comoda... perchè dovete sapere che nel cinema all'aperto della mia città le sedie sono scomodissime e all'entrata ti dànno un cuscino per sederti più comodo...) bhè, se non l'avete mai visto ve lo consiglio: è un film crudo, di forte denuncia sociale, che racconta l'intolleranza e l'aggressività di gente che risponde all'odio con altro odio. in questi tempi di repressione, odio, razzismo, guerre, consiglio la visione di pellicole del genere soprattutto a chi crede di poter far tacere l'arroganza altrui con la forza e la violenza. Film del genere ci avvertono, come ci ricorda anche tiziano terzani dalle pagine del suo ultimo libro "Lettere contro la guerra", che la guerra non risolve mai i conflitti, anzi, li inasprisce: l'odio richiama soltanto altro odio...
se ne parlerà anche sul forum, suppongo, comunque ve lo anticipo lo stesso: è uscito il nuovo libro di Alda Merini, "Folle, folle, folle di amore per te", pubblicato da Salani Editore. È una raccolta di 40 poesie dedicata ai giovani innamorati. Introduzione scritta da Roberto Vecchioni...
dal 26 febbraio al 28 aprile sarà in giro per le principali città italiane l'Acchiappamosche, una mostra itinerante organizzata da Medici Senza Frontiere. Lo scopo principale di questa iniziativa è ricordare al pubblico che un terzo della popolazione mondiale muore a causa di varie malattie non perchè non esistano le cure, ma perchè queste persone non hanno accesso ai farmaci. Troppo spesso, infatti, il vero problema non sta tanto nell'identificare o formulare un famaco, ma farlo arrivare fino a chi ne ha davvero bisogno. Questo trasporto ha un costo, unito al costo di produzione del farmaco, che risulta esorbitante per molte strutture ospedaliere dei pvs. il risultato è che il farmaco, una specie di diamante della guarigione, non potrà essere utilizzato da quel malato povero che abita in un paese povero... le cure mediche sono per i paesi ricchi, per le popolazioni che possono sostenerne il costo: è evidente e preoccupante. Un anno fa lessi su Internazionale un articolo che parlava proprio di questo problema, del costo esorbitante di alcuni, troppi, farmaci e di come le multinazionali farmaceutiche non investano nei paesi in via di sviluppo (pvs) perchè non c'è la convenienza economica. Negli stati uniti persiste il medesimo problema, ovvero le cure negli ospedali sono garantite solo alle persone che possiedono una copertura assicurativa di un certo livello: chi ne è sprovvisto rischia di morire o di vedersi cronicizzare la malattia, perchè il personale medico ospedaliero non può intervenire... dunque quei cittadini che hanno un certo reddito possono curarsi, gli altri no. In Italia va un po' meglio, per fortuna, ma anche da noi esistono, anzi, persistono, situazioni incresciose, scandalose...La società moderna si sta evolvendo sempre più verso un modello civilmente inacettabile, che eroga servizi a pagamento dedicati solo a chi ne può sostenere le spese. Il denaro sta sempre più divenendo fattore discriminante tra le persone e la sua disponibilità, quali-quantitativa, determina il valore della vita umana stessa. Anche la medicina sta diventando un business e, per assurdo, il farmaco ha più importanza del paziente che dovrebbe salvare. Tutto si riduce ad una mera equazione dove il peso della vita umana è minimo e l'etica professionale si ferma ai bilanci aziendali. Questo è un fatto inacettabile. Che prezzo ha la solidarietà? che costo deve sostenere la coscienza di tutti? Cha valore ha la vita umana? aspetto una risposta...
domenica, febbraio 24, 2002
forse ne ho già parlato, ma stasera lo segnalo lo stesso: Liber Liber è un sito fantastico che raccoglie una miriade di testi letterari, opere note e meno note, e li rende disponibili per la lettura online o per scaricarli sul proprio computer. liber liber è un'associazione culturale no-profit che cerca di creare una biblioteca telematica consultabile gratuitamente. questa biblioteca vanta già un cospicuo numero di titoli: tra i super-classici trovate le fiabe di pinocchio e alice nel paese delle meraviglie.
ho finalmente visto "Il favoloso destino di Amelie" e sono estasiata. jeunet è un regista molto originale e sorprendente; i suoi film sono dei capolavori, curatissimi nei dettagli, nei particolari e per gustarli a pieno occorrerebbe guardarli più volte. tutto di questo film vi sorprenderà magicamente: dalla fotografia alla scenggiatura, dagli attori alle musiche. Nulla è stato scelto per caso e mai vi si racconteranno storie impossibili. Jeunet con poesia e delicatezza ci ricorda che la bellezza della vita risiede nelle piccole cose del quotidiano e che proprio da lì occorre partire per cercare la propria strada, per inseguire i propri sogni, la propria felicità. siamo tutti protagonisti di una vita unica, irripetibile e possiamo osare grandi gesti o piccole accortezze per regalare, e regalarci, un sorriso, una speranza. gli uomini agiscono, cambiano e determinano il corso delle cose, anche quando non vogliono o non credono di poterlo fare. il pittore che da vent'anni dipinge sempre la stessa colazione di canottieri di renoir scopre che una copia perfetta del quadro non ha alcun valore passionale, estetico e storico: sorpreso profondamente da questa presa di coscienza capisce che il senso di tutta la sua pittura sta in quell'unico quadro che riesce a dar colore alla sua personalità, che ripropone il soggetto di renoir in un modo completamente nuovo, stravolto: il suo. le nevrosi e le frustrazioni delle persone si annidano laddove si è peruta la speranza di poter fare qualcosa per sè, di scuotersi un po', di credere nelel proprie forze. ma il nervo centrale del film sta nel coraggio di affrontare la propria vita, con tutto ciò che essa ci propone: gioie, dolori, vittorie e sconfitte. troppo spesso abbiamo paura di scoprirci fragili, deboli, incerti, perdenti, insignificanti e dunque lasciamo passare l'unico treno possibile per noi, voltiamo le spalle ad un segno del destino, chiudiamo al porta alle occasioni che mai più ritorneranno. la chiave di volta sta nell'affrontare tutto a testa alta, senza mai rinuciare ai propri sogni, al suono della propria voce. ogni vita è unica, ogni uomo è prezioso, ogni storia irripetibile. anche un piccolo ortaggio o una fototessera strappata possono essere infinita poesia, possono raccontare un po' di noi e del mondo, possono lasciare un segno inconfondibile del nostro passaggio sulla terra. amelie accarezza la vita come un'ape bacia un fiore e ci ricorda che anche dall'angolo più buio delle nostre esistenze si può uscire fuori al sole e ricominciare. con coraggio. dopo aver visto questo film avrete voglia di andare a parigi, di collezionare fototessere, di dipingere, di passeggaire alla luce del sole, di abbracciare la gente. Avrete voglia di essere voi stessi, sempre di più.
la manifestazione di ieri, organizzata a milano dalla rivista micromega, dedicata alla legalità a sostegno di "Mani Pulite" è stata accolta e seguita con fervore di animi. tantissima la gente che ha partecipato dentro al palavobis, troppe le persone che sono riamaste fuori dai cancelli, per mancanza di spazio... largo consenso per questa iniziativa e molta preoccupazione in tutti per quello che sta accadendo al nostro paese, al nostro governo, alla democrazia, alla libertà di informazione, ai diritti civili... è un bene prezioso che la gente si riunisca a discutere della febbre che ha surriscaldato la politica italiana e del pericolo di setticemia che questo malessere governativo minaccia di provocare. dobbiamo ricominciare a parlare, a raccontarci come stiamo, cosa vogliamo per noi e per i nostri figli, cosa significa che un paese è democratico, che valore ha il sangue versato per la nostra signora repubblica... la parola, sovrana, non-violenta, acuminata, traccia percorsi di rivoluzione.
sabato, febbraio 23, 2002
con estrema sorpresa scopro che nel secolo scorso, in argentina, ocurrencia era il nome di un cavallo, campione certificato... e scusate se è poco... :)
adoro le librerie, è un fatto consolidato: tarscorrerei ore intere della giornata lì dentro e se potesssi svolgerei anche alcune pratiche e quotidiane funzioni, come pranzare o stirare, o conversare con gli amici, giocare coi nipoti, offrire un thè, fare la cyclette, perchè la libreria pullula di vita, ma è silenziosa, tranquilla, e tendenzialmente, accogliente. dico sempre che avrei dovuto aprire una libreria nella mia vita... recentemente però ho constatato che in libreria mi perdo... entro con un'idea ed esco confusa, senza aver concluso l'acquisto che meditavo prima di entrare, dopo aver lasciato scorrere il tempo senza briglie. mi capita di vagare per gli scaffali e farmi coccolare dalle copertine dei libri, dalla memoria che conservo di certi autori, dall'immaginazione che lavora forsennatamente su certi titoli e dalla golosità che mi assale quando penso che vorrei poterli mangiare tutti, quei volumi, cibarmi contemporaneamente dello stile e del contenuto, della storia dello scrittore e di ciò che ha scritto. potreste incontrarmi inebetita di fronte ad una mensola di volumi storici, assorta nel ricamare ipotesi e teorie su certi fatti illustrati da saggi d'attualità, su alcune biografie, su raccolte di poesie, sulle favole frutatte per bimbi, sui romanzi classici o contemporanei, su quel contributo giornalistico, sulla sensazione effervescente che quella scrittrice mi ha lasciato dentro ed ora vorrei proprio leggerne il seguito... in libreria ci si distacca da tutto, si vivono vite parallele, si perde il senso del tempo: viaggi a mille battute al minuto, cammini al passo di pessoa, sorridi come la woolf, voli e cadi sulla carta, inseguendoti la coda come il cane ubriaco. in libreria mi perdo. dovrei entrarci accompagnata, oppure lasciare dei sassolini lungo il mio passaggio, puntare una radiosveglia, farmi un nodo in più ai laccetti delle scarpe, perchè in libreria mi perdo. sfogliare, prendere, riporre, tutti gesti noti ai frequentatori di librerie. piccoli passi, piccoli passi da pinguino, ondeggianti, occhi stretti, visuale minima. ho scoperto che mentre vago felinamente tra gli scaffali, penso anche a tanta gente che conosco: che strano, mi perdo pensando ad altri, all'amica che legge quello scrittore, al tale che mi ha raccomandato quel volume, al tizio che disprezzava quel libro. in libreria mi perdo. ultimamente ho trovato un rimedio per arginare questa piccola tragedia della mia vita :) e noto che funziona abbastanza: per non perdermi più in libreria devo entrarci con le idee abbastanza chiare e per fare questo occorre che qualcun'altro mi abbia consigliato un determinato libro. i libri regalati o consigliati dagli amici sono spesso i migliori che si leggono, ma anche quando si acqusita un determianto scrittore perchè se ne è letta una buona recensione non si sbaglia il bersaglio ;). per questo motivo, e per altri più sottili sfumature, ho aperto il forum di ocurrencia, per smettere di perdermi in libreria (così a casa non si preoccuperanno più) e per dare la possibilità ad altri lettori di non smarrirsi nelle opulente librerie del bel paese. se non siete insensibili a questo strano morbo che dilaga nelle librerie italiane e che colpisce migliaia di cortesi lettori, e se via piace leggere e chiacchierare di letteratura e simili, partecipate al nostro forum per parlare di libri. vi aspetto. :)
oggi a milano si svolgerà una manifestazione importante, "dieci anni di mani pulite", organizzata da micromega, che sostiene i magistrati di mani pulite e che invoca alla giustizia, al ritorno degli equilibri del potere: "...riteniamo indispensabile, con una iniziativa nazionale al PalaVobis di Milano, sabato 23 Febbraio ore 14,30 che la società civile esprima la sua solidarietà ai magistrati di Mani Pulite e la volontà di tutti i democratici di impegnarsi in referendum che impediscano in Italia lo stravolgimento dello Stato di diritto che il governo Berlusconi sta tentando di realizzare. ...". In tema , invece, di libertà d'informazione e dei soliti conflitti d'interesse, vi rimando alla puntata di ieri sera di sciuscià...
venerdì, febbraio 22, 2002
segnalo un nuovo appuntamento con il gruppo del "girotondo per la democrazia": occhi e mani pronte :)
giovedì, febbraio 21, 2002
piove da pazzi: è bellissimo, ma guidare l'auto è terribile...
per saperne di più, e restare sempre aggiornati, su Internet, bufale informatiche, virus, catene di sant'antonio via e-mail, spam, etc..., vi consiglio di iscrivervi alla newsletter di "Internet per tutti" di Paolo Attivissimo: discreta, esaustiva, professionale ed indubbiamente utile.
e dopo il sempre ben informato Ludik, anch'io vi segnalo questo curioso ed interessante concorso letterario indetto da beppe severegnini del corriere della sera: 20-02-2002 un mercoledì da italiani "...Cosa fanno, oggi, gli italiani nel mondo? Proviamo a scoprirlo attraverso una giornata del tutto normale: mercoledì 20 febbraio 2002. Chiediamo ai lettori di raccontarcela. Unica regola, non scrivere troppo. Al massimo, 1800 battute. ..."... com'è stato il vostro "mercoledì da italiani"? scrivete e lo sapremo :)
"L'edicola in casa" di Repubblica: quanti di voi lasceranno l'odore e la polverina della carta del quotidiano per leggere online le notizie? il fascino della carta, per chi è abituato ad acquistare il giornale tutti i giorni, è qualcosa di insostituibile... molte persone preferiscono leggere il quotidiano cartaceo rispetto alla versione digitale perchè amano sfregare tra le dita la carta... e voi?
solo limoni: video-testimonianza del G8 del luglio 2001 a Genova (occorre windows media player). sul sito di sherwood comunicazione trovate tutti i dettagli in merito...
anche oggi piove e forse questa è l'unica buona notizia della giornata. l'aria verrà pulita e detersa e così potremo respirare meglio, a pieni polmoni, riassaporando il piacere di passeggiare e di stare all'aria aperta. sui giornali e sui siti d'informazione, invece, di buone notizie non ce ne sono. da alcuni giorni rimbalza per la rete la scandalorsa notizia dell'attacco da parte delle forza dell'ordine al gruppo Indymedia. l'attacco ha odore di repressione, di censura, di abuso di potere ed il mondo dell'editoria indipendente e degli attivisti no-global, nonchè dei simpatizzanti dei no-global, è esploso: ogni angolo del web riporta un eco di quest'attacco inatteso, di questo tentativo di imbavagliamento della libera informazione. la notizia, appresa anche da un post di Leonardo, mi ha lasciata male. proprio ieri ho acquisatto un paio di libri sulla globalizzazione e sullo sviluppo recente dei mercati internazionali, perchè non ne so quasi nulla e vorrei capire, aggiornarmi, anche se temo di avere un passo troppo lento per recuperare il tempo perduto, ma l'importante, credo, è iniziare ad alzare le antenne e cercare di recepire segnali, decifrare codici ed azioni, restare svegli, svegli...
mercoledì, febbraio 20, 2002
oggi è una giornata particolare, di quelle che capitano una volta ogni troppi anni. la data di oggi è particolare, è una specie di palindromo, si legge anche al contrario, perfettamente... cosa succede in giornate particolari come oggi? cosa fa la gente in giorni così speciali? ora ci vorrebbe una voce fuori campo che grida "ma ogni giorno è speciale, ogni data è unica. non verrà mai più - ad esempio - la data del 20 febbraio 2002..." ed avrebbe ragione... ma a noi umani i numeri paicciono un sacco, perchè i numeri celano misteri irraggiungibili, storie affascinanti, conquiste, scoperte, amori, battaglie e perdite. tutto, o quasi, è riconducibile ad un numero o ne cela uno, le nostre stesse cellule sono piene zeppe di numeri perchè i numeri fanno quantità, determinano le dosi degli ingredienti di una qualsiasi ricetta, pesano sulle quote da ripartire, stabiliscono rapporti, frazioni, appuntamenti, attese, comandano computer, sveglie, orologi, treni e aerei, regolano il sonno, discriminano il giorno dalla notte, dividono, uniscono, moltiplicano e sottraggono. i numeri ci confondono e distinguono, saziano le pance, stuzzicano l lingue. i numeri mentono, anche, e lo fanno benissimo. non sempre credo ai numeri, a ciò che mi propongono. un numero giocoliere può ingannare chiunque. sotto questo cielo stellato numerato 20022002 penso a tutti i numeri della mia vita, a quelli che ho contato e mescolato, agli altri che ho atteso o che mi hanno sorpreso. se i numeri avessero regole precise, forse, non sarei qui a contarli, a commentarli. ogni tanto deve succedere che un numero menta sorridendo e strizzi l'occhio alla mia buona stella... deve succedere.... deve....
quello di cui farò cenno è un argomento delicato e ampiamente trattato da tutte le testate giornalistiche, perciò suppongo non vi seganlerò nulla di nuovo. non so come la pensiate voi in proposito, ma ritengo che l'intervento di nanni moretti abbia scosso fortemente l'opinione pubblica, le menti dei benpensanti, dei sinistrorsi che non hanno voglia di cambiamenti, ed abbia incendiato gli animi di chi chiede un rinnovamento, un ordine, un programma vero. bhè, ci voleva, ed anche la stampa internazionale sembra esserne soddisfatta. chissà che non porti a qualcosa di buono... per ironizzare un po' vi ripropongo un pezzetto del film "Aprile": "...D'Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! Reagisci!... E dài!... Reagisci, rispondi! D'Alema dì qualcosa, reagisci!...dài!... Non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi! D'Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà, D'Alema dì una cosa, dì qualcosa, reagisci!... " :)
lunedì, febbraio 18, 2002
giornata "uof!" anche oggi, decisamente. piccoli castelli di carta che si disfano sotto gli occhi al primo alito cattivo di vento, che soffia incessantemente da nord... e dire che ce l'avevo messa tutta, sul serio, mi ero proprio impegnata, avevo dato il meglio di me, ma nulla, mi è successo come a quel tale che vuol dipingere le pareti di casa e va dal venditore di vernici. "scusi? mi venderebbe quella vernice?" ... "..." ... "sì, quella bianca..." ... "bianca, ha detto?" gli chiede il venditore. "sì, quella bianca". poi va a casa, apre il barattolo e dentro... non trova niente... così il provetto imbianchino, pieno di buoni propositi e con in cucina una pila enorme di riviste e libri dedicate a pareti e tinteggiature, si siede in un angolino, guarda in su, scruta la parete inerme, tutta da tinteggiare e sospira. "buca, ho fatto buca - pensa sconsolato - nonostante l'iniziativa ho fatto buca. mi tocchrà ricomprare la vernice da un atro venditore". e tutta la Rete ora si domanda: "da chi la comprera?". ai posteri... vabbè... ho voglia di cose semplici, quando mi sento arrabbiata e delusa ho l'irrefrenabile necessità di "cose semplici", ovvero, tradotto in poche righe: buone letture, verdurine fresche, qualche cenno amichevole, bici, succo d'arancia...
domenica, febbraio 17, 2002
chiara sul forum di ocurrencia parla di libri sul cibo. io invece vorrei sapere la vostra opinione riguardo scajola e il g8, perchè da sola non capisco...
ho tre belle notizie da darvi: 1) piove, 2) mia madre ha cucinato i dolcetti di carnevale; 3) all'inizio dell'estate arriverà la terza nipotina... forse cecilia... detta "gialla" per la famiglia :) è sicuro, è una bimba... oh! piccola, arriva presto perchè abbiamo bisogno di pace, nel cuore, nella mente, nell'anima... arriva presto e accoglici nel tuo meraviglioso mondo... (zia bellachioma commossa)
" ... "Questa foto è una metafora - spiega uno dei giurati, Maggie Steber - rappresenta un bambino, e i bambini dovrebbero essere il futuro del mondo". La sua morte rappresenta dunque la perdita delle speranze dell'umanità: un messaggio che si sposa perfettamente a un anno drammatico e violento come è stato il 2001..." (Francesca Caferri - la Repubblica) è di questa mattina la notizia della foto che ha vinto il premio più ambito per i fotografi d'azione, il world press photo of the year 2001. il fotogiornalismo è un mestiere coraggioso, importante e che troppo spesso viene dimenticato. accanto agli inviati di guerra, uomni e donne coraggiosi spinti da sete di verità, dalla volontà di ottenere delle risposte certe alle ingiustizie del mondo, lavorano molti fotografi d'azione che con i loro scatti offrono al mondo squarci terribili di paesi lacerati da incessanti conflitti, di miseria che attanaglia intere metropoli, di violenze gratuite e ostinate, cieche, di indifferenza grassa e bianca, di odio; per ottenere quegli scatti mettono in pericolo la propria vita. i giornalisti e i fotografi d'azione, come amo definirli, credono fermamente nella libertà dell'informazione, nei >doveri dell'informazione e non solo nei suoi diritti, credono in un modo di fare informazione trasparente e diretto, sincero e palpitante, in una notizia che pulsa di vita, di equità, slacciata da mediazioni o imbavagliature. il nostro attuale governo dovrebbe riflettere su qiuesti esempi, su giornalisti come maria grazia cutuli e ilaria alpi che hanno giocato tutto per i propri ideali di giustizia, di pace e crescita sociale. il "diritto all'informazione" oscura i suoi doveri, la riduce ad un prestigiatore che tira fuori dal cilindro solo i conigli più floridi e stupefacenti, luccicanti, confettati. fare notizia sta sempre più diventando fare spettacolo, al servizio dei potenti, della politica, dei giochi di potere dell'economia, arroganti, misogini, irriverenti. l'informazione è per le masse, per i popoli, per la gente. fare informazione è un dovere, un dovere civile.
sabato, febbraio 16, 2002
sono molto, molto contenta di presentarvi la nuova versione di bellachioma on the Net, il mio sito personale. alcuni testi sono imprecisi, ma il più è fatto. a me piace un sacco, spero anche a voi. fatemi sapere che ne pensate, ok? :)
merita senz'altro di essere segnalato questo interessantissimo sito dedicato a frida kahlo, dove trovate le riproduzioni di tutti (o quasi) i suoi quadri: Galeria Virtual de Frida Kahlo su Gran Avenida. biografia, fotografie e forum completano il quadretto.
molto fifty/sixty, profumato audrey hepburn, questo very big design, sito di jen, web designer d'america...
venerdì, febbraio 15, 2002
nuova veste per il dizionario online di garzanti: oltre al significato dei termini italiani è possibile ricercare la traduzione di quelli inglesi... segnalo anche l'utilissimo servizio Parole di Virgilio, che offre un comodo dizionario dei sinonimi e dei contrari ed il coniugatore di verbi...
giovedì, febbraio 14, 2002
devo proprio essere sincera? un sacco di gente si butta in avventure delle quali non sa nulla e dalle quali trarrà qualcosa se non con grande difficoltà e scarsa professionalità. se una cosa non la sai fare hai due possibilità: o non la fai o ti metti a studiare per imparare a farla al meglio. la buona volontà, da sola, non basta. è un dato di fatto. ma l'aspetto grave è che spesso ci si ritrova ad esegire un determinato lavoro senza entrare nell'ottica, nella logica di quel lavoro. è come se un imbianchino, che sa perfettamente tutto sulle tempere, i pennelli, i muri e le tinte, volesse fare il meccanico senza abbracciare la "mentalità tecnica" del meccanico. coi pennelli, sul motore di un'auto, ci farà ben poco; forse toglierà un po' di polvere... ma se l'imbianchino si mette a studiare la meccanica con animo da meccanico riuscirà bene nel suo nuovo impiego. lo stato mentale è determinante per entrare nella parte, nel cuore del problema da risolvere. questa trasformazione mi affascina: non è tanto risolvere il problema, ma come lo risolvi. ciò che conta è il "come".
forse non tutti sanno che il celebre programma di posta elettronica di casa qualcomm ha preso il nome dalla scrittrice americana Eudora Welty...
mercoledì, febbraio 13, 2002
interessante galleria online di quadri scelti di frida kahlo...
comprendo il punto di vista di pier boselli (peraltro criticatissimo dal comitato mucca 103) ma mi è difficile muovere critiche precise verso ciò che ha scritto a proposito del maiale e dell'uso smodato (e contro natura) che l'uomo ne fa. l'argomento zootecnia è un tasto dolente, sanguinoso e velenoso, se vogliamo. mi riprometto sempre di formulare riflessioni più ordinate e ponderate, ma rimando sempre il momento in cui lo farò, con metodo, con lucidità. confrontarmi con tematiche allarmanti e scottanti come quello dell'allevamento degli animali domestici mi genera sempre una certa agitazione e finisco col rimandare l'incontro con la diatriba a data da definirsi, in relazione alla forza d'animo del momento. è sbagliato, lo so, ma cambierò. o almeno ci sto lavorando. ne riparlerò certamente, ma per oggi bastino queste poche e confuse righe, che mi turberanno il pomeriggio (già lo so...) e che in molti di voi susciteranno perplessità e forse indignazione. di solito è bene non scherzare su queste cose nè sdrammatizzare eccessivamente, ma non è sano nemmeno far di tutto una lugubre tragedia. aborro quando sento dirmi: " guarda, sarò sincero, posso vedere ogni tipo di violenza sugli uomini, ma quando fanno male ad un animale proprio non resisto e mi arrabbio, reagisco, perchè gli animali spesso non possono difendersi" e di solito segue conversazione sui maltrattamenti a cani e gatti. ok, è vero, questa frase sottolinea un fatto inaccettabile, increscioso, ma al mondo di crudeltà gratuite ce ne sono tante, troppe (anche una sarebbe troppa), e quelle perpetrate sugli umani, se permettete, mi sconvolgono maggiormente. ciò, comunque, non significa che non soffra per maltrattamenti degli animali e sfruttamenti vari, anzi, parteggio sempre per il rispetto della vita, per la convivenza pacifica e l'accoglienza, per la tolleranza, verso tutte le forme viventi. chi non rispetta la natura, ad esempio, non merita rispetto a sua volta. non dimentichiamoci, però, che nessuno è perfetto e che la signora che coccola il proprio barboncino e lo incipria e pettina tutto il giorno è capace di sbafarsi una bistecca di maiale grossa così o di insultare il primo barbone che le capita di fronte oppure di abbandonare la suocera od il padre in ospizio. occorre dare a tutto il giusto peso e considerare che non tutti abbiamo la stessa mentalità o facciamo le medesime scelte. questo è un problema. un grosso problema. non avrebbero inventato la parola "tolleranza" se non la pensassimo diversamente. fossimo tutti d'accordo non saremmo qui a scannarci per un fazzoletto di terra desertica o per un goal contestato dall'arbitro. noi umani sappiamo essere indecenti, ignobili, meschini, ma anche capaci di grandi gesti, di rinunce, di scelte difficili e a rischio. sappiamo cambiare idea, ricrederci. possiamo ascoltare e dialogare, basta volerlo fare veramente. non sono vegetariana, ma nemmeno un'onnivora convinta. sono continuamente tormentata dalla mia posizione di essere umano nella catena alimentare e da questo ruolo che l'uomo si è arrogato, da questa sua posizione di predominio sulla natura, che convengo non essere giusta. sollevare queste questioni animaliste fa bene alla mente, al cuore, aiuta a riflettere e a dare a tutto la giusta importanza, a pesare tutto con bilance tarate, col buon senso, nel rispetto delle idee, delle culture, dei diritti. queste tematiche mantengono aperta una ferita sulla quale è bene discutere e crescere. dobbiamo parlarne e dobbiamo scontrarci con queste realtà parallele. il delitto sta inannzitutto nell'indifferenza.
prima che mi dimentichi, vi segnalo un'importante iniziativa che si terrà a Roma il prossimo 17 febbraio e che ci ricorda, con semplici gesti, il rispetto e la valorizzazione dei i principi della democrazia: il girotondo per la democrazia. chi abita a roma e dintorni, o chi potrà essere là per quel giorno, faccia un giro per piazza Cavour...
a fine marzo si terrà la prima biennale d’architettura dell’avana: "...Preservare il genius loci di un ambiente urbano e progettare su di esso, in maniera creativa ed originale, la città del futuro..." città del futuro. questo modo di definire le città che saranno abitate dalle generazioni future ha del magico ma anche del sarcastico. cosa significa "città del futuro"? le città sono vive da centinaia di anni, da sempre. non esistono città del futuro, ma città che si evolvono, che crescono, che cambiano. città che cambiano. ma questo cambiamento a volte non c'è, o meglio, è solo un cambiamento verbale, tecnologico (dove possono permetterselo), di mercati. il vero cambiamento, quello di mentalità, quello che ha a che fare col rispetto dei diritti civili, con la tolleranza, la multicultura, col benessere, con lo sviluppo sostenibile, non si verifica. c'è sempre troppo egoismo in giro, libero e scodinzolante, per poter credere che le città del futuro saranno per tutti. è più facile appoggiarsi all'idea di città "del futuro" ricche e città "di sempre" povere. il progresso, spesso, non viene applicato dove ce n'è bisogno, ma dove lo pagano meglio. ma alla vita non c'è fine, anche se non si sa più che valore abbia. gli architetti di domani, forse, sapranno stupirci. o almeno lo spero...
colore, forme, idee, sorprese: li comprerei tutti i cataloghi di BIS publishers....
"...Si parla molto di commercio elettronico: teoricamente presto dovremmo poter andare a comprare la Coca Cola col cellulare. Ho visto degli esperimenti, e ci sono delle cose molto divertenti in questo senso, dove si va col telefonino davanti al distributore e si compra la Coca Cola facendo uno short message. Per carità, dal punto di vista tecnologico è ammirevole, ma serve?..."(Paolo Attivissimo)
martedì, febbraio 12, 2002
e per chiudere in bellezza questo quasi-inutile dodici febbraio vi segnalo il sito di Elefant Records: lounge al punto giusto e molto, molto frizzante... (via Polaroid)
non è mica sempre vero che i banner sono fastidiosi e noiosi. un bannerino stuzzicante mi ha fatto visitare questo fantastico "Canoë: Maison Passion", sito, pare, dedicato alla casa e all'arredamento... stra-bello... bello, bello.. (en francais)
uof! oggi è una giornata "uof!". vi è mai capitato di sentirvi "uof!"? uof! fa il cane. uof! fa la cagnona stanca e annoiata. uof! il cagnolone assonnato e scorbutico. UOF! giornata uof! giornata da cani...
chiara saraceno, de la stampa, commenta in modo garbato ed intelligente la notizia dell'utero artificiale...
qualcuno sa come andrà a finire? è iniziato oggi il processo definito la "Norimberga dei Balcani" che vede come principale imputato slobodan milosevic. dopo quanto si è sentito su pinochet non mi sento così tranquilla pensando agli avvoicati e ai giudici che si occuperanno di questo sanguinoso e scomodo processo, sotto i riflettori delle testate giornalistiche di tutto il mondo. forse non verrà mai fatta giustizia, milosevic ha commesso reati così gravi che non esiste nulla al mondo che possa ripararvi nè far giustizia. l'odio degli uomini a volte è così intenso e tagliente che non si trova pomata cicatrizzante per curare le ferite e far sparire le cicatrici. un processo, capi d'accusa, speranze di pena: sono comunque un inizio...
la cioccolata. perchè hanno inventato la cioccolata? per farti dire che sei "un debole" che non resiste alle tentazioni? per consolarti nelle delusioni? per rilassarti nello stress e dimenticare, anche per un solo attimo, le arrabbiature? ho un brutto rapporto con la cioccolata: la adoro (quella fondente) così tanto che ne mangerei a kili, ma la mangio con senso di colpa e ad ogni boccone penso alla mia bicicletta, a tutte le pedalate che vorrei (dovrei) fare per star meglio. che sciocca sono... :) cmq la cioccolata è bbuona, non c'è altro da aggiungere...
lunedì, febbraio 11, 2002
hanno inventato l'utero artificiale, che potrebbe sostituire in toto il ruolo della donna nella gestazione. dico sul serio! non sto scherzando: hanno inventato un surrogato dell'utero, una speciale copia in lattice dei qul "laboratorio magnifico della vita" che tutte le donne conservano e nutrono dentro al loro ventre, come natura ha concesso loro. "...Un gruppo di ricerca della Cornell University ha infatti realizzato il primo utero umano artificiale, riuscendo a far crescere un embrione al suo interno per sette giorni..." Negli states applaudono ad una rivoluzionaria scoperta voluta "in aiuto delle donne che non riescono a concepire naturalmente un figlio a causa di danni all'utero". sgomento profondo in tutto il mondo di fronte a questa notizia e all'annuncio che "...l'esperimento è stato poi volontariamente interrotto dai ricercatori, che tuttavia contano di ripetere il test arrivando fino a due settimane di sviluppo embrionale, cioè fino al limite massimo consentito dalle leggi sulla fecondazione in vitro....". la follia della scienza confonde le opinioni, i punti di vista. solo poche inadeguate legislazioni pongono un freno a questo delirio di onnipotenza degli uomini, sempre più convinti di potersi sostituire a Dio nello stabilire come far nascere le persone, che valore dare alla vita umana e perchè e come far morire la gente. il buon senso non conta più: valgono solo i codicilli, i comma e gli investimenti, i buoni scopi della scienza in aiutoi di..., le scoperte per il progresso ed il benessere, la sete di fama e celebrità, l'orgoglio delle multinazionali... si confondono continuamente decine di ragioni che con la "vita" non c'entrano affatto, che non hanno nulla a che vedere col destino, il mistero dell'uomo, della Storia, dell'evoluzione. darwin credo si stia rivoltando nella tomba, come mendel e freud... ed il cielo stellato di questa sera tace, immobile, mi guarda indifferente, serafico, senza dirmi nulla, senza proporre soluzioni, interventi, suggerimenti. il buio della notte ha congelato rumori e pensieri. me ne sto qui, in questa stanza fioca a scrivere impressioni confuse e indignate. siamo di nuovo in un bel casino...
domenica, febbraio 10, 2002
sono come un trapezista che si lancia da un'asta a quella vicina, volando nel vuoto assoluto, nel silenzio ansioso del pubblico pagante, tra sospiri trattenuti di bimbi sorpresi e sigari che si consumano tra le dita, mentre le bocche aperte guardano in su, alla ricerca di un finale sicuro. il mio salto è impavido, senza spiegazioni e ricama volteggi personalizzati nell'aria rarefatta e densa di una serata come tante altre, ma nel mio momento, in quell'attimo protagonista che mi segna come un tatuaggio sulla pelle. sono io che volo, che lascio la presa e ne cerco una seconda. fluttuo nei nervosi fasci di luce che seguono le mie gambe, il mio corpo inerziale e folle. la paura mi brucia la pelle, mi arde le labbra, ma volo di un ellisse perfetta e non mi fermerò, fino a quando le mie mani saranno intrecciate alla meta. là sotto non c'è più rete, l'ho fatta togliere, perchè non c'è volo senza rischio, non c'è successo senza sfida e voglio volare senza protezione, senza sicurezze, perchè questo è un esercizio difficile e affascinante, seducente in ogni centimetro di volteggio e non potrebbe darmi la stessa pienezza se lo eseguissi con protezioni. ho imparato che le certezze stanno nel movimento, nel divenire, che non sono un finale ma un inizio, che dànno lacrime e fiato alle nostre scelte, in ogni attimo della giornata, ma che non si possono leggere a priori, vanno ascoltate mentre gli chiediamo spiegazioni. le certezze sono sfuggenti e mutevoli e giacciono nelle ciglia distratte. di certezze è scarbocchaito il mondo. dovrò solo riflettere su quei segni ed interpretare le ragioni migliori, quelle più adatte alle mie geometrie. ogni trapezista ama la vita e sfida la morte, gioca un duello all'ultimo sangue con sè ed il destino e richiama su di lui gli occhi e le menti di centinaia di inermi spettatori. questo volteggio è solo mio, tu potrai decidere se guardarmi e spezzarti il fiato o uscire dal tendone a strisce. il segreto sta nei nervi saldi e nella visibilità, nel vedere l'asta già mia, già nelle mie mani e sapermi abbracciato a quel sogno sinuoso. detrminazione, caparbietà, ostinazione: tutti modi di essere dentro a quel sogno, di penetrarlo con pazzia ed ilarità. non ho rimpianti, solo formiche nelle gambe e fuoco nella tesa. nel petto c'è un leone, in gola un serpente. la paura incrina le sensazioni, ma mi sembra di non sentire nulla. ho anestetizzato l'incertezza, la velocità, il sorriso. ho congelato tutto per quel volo, per quel salto. lassù sentirò o sarò legno. hai un brivido sul collo, lo vedo da quassù, da questi pioli metallici che mi conducono al lancio, alla perla del mio gioco. un trapezista vola senza domande, senza perchè, pensando già all'arrivo, alla conquista che diventa un nuovo inizio. durante quel volo muoio mille volte e altrettante risorgo, fino all'atterraggio dove sono luce e fiamme. questo è un volo, il mio. non ci sono regole, non c'è normalità, non esiste routine. puoi fare le prove, inventarti schemi, calcolare tutto, ma una volta lanciato il corpo sarà solo l'istinto a guidarti ed il destino sceglierà per te le carte ed i colori. sarò lassù, in volo, solo. tu guardami e non abbandonarmi mai, perchè sarai nella traiettoria del mio sguardo, del mio cadere verso di te.
è partito, in sordina sorda e muta, il forum di ocurrencia: se avete voglia di chiacchierare di attualità e di libri unitevi alle discussioni o proponetene delle nuove. l'iscrizione è semplice e facilita l'uso del forum, ma possono scrivere tutti...
ritorna minacciosa l'ombra del morbo della mucca pazza, come un segno premonitore di uno sbandare impazzito dell'uomo. ultimamente si sentono solo notizie di questo tipo, "eccessi" che producono panico o che preannunciano disastri incontenibili o, più semplicemente, imprevedibili. l'allarme smog è una di queste notizie, come la riflessione sul divorzio del Papa o le manifestazioni antiglobalizzazione che punzecchiano l'intero globo come morbillo, che rende febbricitante anche il più benestante dei paesi. il duemila ha aperto un'era di grossi fermenti, di radicali cambiamenti che mieteranno vittime e deporranno sui tavoli dei governi conti esorbitanti in termini non solo monetari ma soprattutto civili. qualche sera fa in tv hanno ricordato che la famiglia odierna è in crisi, che c'è una perdita di valori e di certezze, che diventa sempre più difficile credere nelle istituzioni, nel matrimonio e nel rapporto genitori-figli. tutto ritorna a lei, a quell'ovulo fecondo che genera la vita, che cova le promesse di domani, che nutre gli individui: la famiglia. nonstante la retorica spinta che accompagna questi discorsi, ho finito col riflettere sul significato delle nostre esistenze, su come ognuno di noi sia chiamato a giocare una partita col destino, mediata da pochissime regole accettabili e minata da troppi imprevisti. l'attualità fornisce bollettini di vita, di tentativi di vita, di fallimenti di vita. sembra sempre che siano più importanti o difficili altre cose, mentre la prima vera sfida è "vivere", col corpo e la mente, ed in certi casi questo lascia il posto alla sopravvivenza o al lasciarsi vivere. tutti abbiamo due esistenze: una dentro alla famiglia e una seconda fuori, nel mondo, a contatto con l'esterno. chiudersi dentro alla prima uccide una parte di noi. fuggire nella seconda abbandonando la prima squarcia a metà l'identità della persona. è difficile equilibrare queste due esistenze, compenetrarle, fonderle, armonizzarle. questi due mondi, raggomitolati dentro noi stessi, macchiano indelebilmente la nostra voce, la pelle, lo sguardo e ci portano ad atteggiarci in un certo modo. ritengo che la sfida più grande sia realizzarsi come "essere umano" più che "fare cose". ultimamente scopro progetti "umani" su di me che hanno dell'inatteso, dell'incredibile e ritengo che dialogare con la gente, amare qualcuno, accudire i propri familiari o rimettere in piedi una famiglia che va in pezzi sia ben più difficile che laurearsi o progettare il ponte sullo stretto di messina.
non ne ho parlato per pudore, per riservatezza, perchè son fatta così, ma ho assistito all'anteprima del tour di roberto vecchioni lo scorso 3 febbraio. potrei scrivere qualunque cosa in merito, ma non susciterei in voi alcun interesse, tutto sommato non credo ve ne importerebbe nulla sapere cosa ho provato e come mi è sembrata la serata, così mi limiterò a raccomandarvi di andare ad un concerto del tour "il lanciatore di coltelli" perchè non ve ne pentirete: pioveranno emozioni da ogni dove, nel fragoroso suono di una vita intera passata a scriver canzoni, a cantar sogni e visioni, a graffiare delusioni e dolori sull'asta di un microfono...
venerdì, febbraio 08, 2002
gran libro questo della taschen su frida kahlo: lo comprerò sicuramente...
grazie ad un gancio di Giampaolo vi segnalo il sito dei Linea B, giovane complesso pop-rock di Roma dalle buone idee. E' possibile ascoltare online alcuni brani (occorre quick time) e leggere tutti i testi delle canzoni.
elogio della leggerezza. proprio ieri pensavo a quanto sia difficile progettare pagine web belle, colorate e ricche di immagini ma leggere. la leggerezza delle pagine web è una sfida, un obiettivo insostituibile da perseguire sempre. non sapevo però che diminuendo gli spazi nel codice si alleggerisce la pagina: egregio, sir! :)
ma voi l'avete pagato l'abbonamento rai? dicono che non basti una televisione per fare una tv.... forse sarebbe più corretto dire un "televisore", comunque il senso non cambia: lo slogan rimane una bieca bugia, perchè nella televisione, quella che tutti hanno in casa e che tengono accesa per troppe ore al giorno, non c'è traccia di "tv", neanche a chiamarla col megafono, fatta eccezione, forse, per qualche programma notturno... retorica pura in una giornata assonnata... vabbè, torno ad ebs, che è meglio...
molto buona l'iniziativa di stampalternativa di mettere online tutti i libri comparsi nella collana Millelire. Tutti Le opere si possono leggere online oppure scaricare (in formato .pdf) sul proprio computer. un forum completa la bella proposta editoriale... chi fosse interessato può dare una mano a scannerizzare le pagine dei libricini...
ritenete che salma hayek sia somigliante a frida khalo in modo convincente? leggevo in una rivista che l'attrice ha rifiutato categoricamente di mettersi i "baffetti" per girare il film; ha accettato i "sopracciglioni" alla peo pericoli ma ha detto di no ai baffetti... dopo aver letto il libro della herrera vorrei proprio vedere il film...
complimenti ad Antonio per il suo nuovo blogorroico (come sempre mi fai "spataccare"!!) :)
giovedì, febbraio 07, 2002
un aspetto decisamente positivo dell'aver dei nipotini in giro per casa è che si imparano un sacco di favole nuove. In questi anni ho decisamente migliorato la mia preparazione in materia, rispolverando grandi classici e avvicinandomi a nuove storie e personaggi. Una di queste nuove scoperte è Babar, un elefante cortese dalle mille avventure... dovrò aggiornare, indubbiamente, il mio curriculum...
ogni tanto fa bene rinfrescarsi la memoria su cos'è Internet e come lo si usa: Roberto Zamparelli fa un breve, ma esaustivo, escursus sulle caratteristiche dell'Internet. Valida anche la lettura di Internet 2000 :)
mercoledì, febbraio 06, 2002
sto leggendo con magnetico interesse la vita di Frida Khalo. questa donna è vissuta con coraggio estremo, orgoglio e forza, nonostante le mille difficoltà... gran donna, grande pittrice, grande essere umano... recentemente è stato girato un film basato sulla sua biografia, con salma hayek...
sabato, febbraio 02, 2002
un po' scurrile, un po' trash, un po' irriverente, ma molto divertente: sul sito di kakkiate trovate una serie di locandine di film taroccate. sto ancora ridendo, e ci voleva :)
gli ospedali non funzionano, ormai è un fatto consolidato: manca il personale e mancano le strutture, quelle esistenti sono spesso fatiscenti e inaffidabili, ma la cosa che mi amareggia maggiormente è che dentro all'ospedale, dove uno si aspetta che lo aiutino e lo incoraggino, c'è sempre meno umanità e si lavora in base alle esigenze di chi vi lavora e non di chi va lì perchè ha bisogno di essere aiutato. a pensarci è impossibile da credere, è un metodo che sfiora il cinismo e la muta indifferenza, tanto più che si paga il servizio che l'ospedale stesso eroga... il dolore non distingue tra giorni feriali e giorni festivi nè discrimina la notte dal giorno, esso ti assale, colpisce e ti finisce come e quando vuole, senza che tu possa scegliere orari, giorni o momenti opportuni. al dolore, all'imprevisto sulle strade, sul lavoro, in casa, non importa affatto chi sei e che impegni hai, dove vivi o se hai reddito alto o basso, per lui sei un essere umano sulla cui carta del destino è annotato un appuntamento importante con la sofferenza. non è concessa scelta temporale, di fasce di orari, di turni, il dolore arriva quando lo decide il fato e colpisce senza tentennamenti. gli uomini, invece, non rispondono a questo arrivo con altrettanta tempestività ed efficacia, essi hanno sviluppato capacità di intervento mediate, ponderate, diluite nel tempo, perchè occupati da diritti costituzionali di troppa gente. se tu stai male hai diritto ad essere accudito, ma rispettando i diritti di quelle dieci o venti persone che stanno tra te e la guarigione. "di domenica e festivi non operiamo, almeno che non si presenti un'urgenza improrogabile, ed allora dobbiamo aspettare che trovino l'anestesista, perchè, sa, è fondamentale oltre al chirurgo che ci sia l'anestesista in sala operatoria e qui, come ospedale intendo, ne abbiamo uno solo. non le dico che si farà martedì di sicuro, io adesso lo annoto qui, sulla scheda di suo padre, poi vediamo, mi auguro potremo operarlo, a meno che non capiti qui un qualunque tizio che si è sfracellato da qualche parte con l'automobile ed ha bisogno subito di soccorso..." Di domenica l'ospedale fa festa. Nei giorni festivi i chirurghi e gli anestesisti non operarno.Ma il dolore non sa cosa significa "giorni festivi", non gliene frega niente delle festività dei medici, esso bussa alla tua porta e ti crea un casino che neanche te lo potevi immaginare... il dolore non fa festa, anzi, spesso colpisce nel week end e ti complica le cose... "capisco questa vostra necessità delle feste, dei giorni festivi, ma se uno ha bisogno che deve fare?"... i pazienti sono troppo spesso dei semplici numeri e non torvano pace da nessuna parte, nonostante ci sia, in mezzo a tanta indifferenza, personale atttento e disponibile. è pazzesco, bisogna pregare di non aver bisogno dell'ospedale, mai, perchè sai quando entri ma non sai quando ne uscirai, come disse una signora con una gamba fratturata davanti alla sala gessi dopo un'attesa di quattro ore, senza saper quando le avrebbero medicato la frattura... la nostra sanità è messa male, ha una febbre altissima e temo non ci siano antibiotici sufficienti per ripristinare condizioni di normalità: mancano i medici, gli infermieri, amncano i locali, le strutture esistenti cadono a pezzi, la burocrazia strozza tutto, mettendoi a dura prova la pazienza e la speranza... mio padre si è sbriciolato la rotula e la tibia della gamba destra, con lesione seria ai tendini: è in trazione da due giorni, senza che nessuno gli spieghi cosa pensano di fargli nè quando. lui è lì, in quella stanza che sembra una sala d'aspetto di un areoporto, dove la privacy e l'intimità non esistono e dove la gente entra ed esce quando vuole, parla, piange, sbuffa, dove chiunque può approfittare della tua infermità per sottrarti le tue cose, derubarti. mio padre è là dentro, sudato e stanco: aspetta. aspetta. aspetta che i medici abbiano fatto festa e si siano riposati. aspetta che sia il momento giusto epr altra gente per aiutarlo. se si fratturava la gamba di lunedì avrebbe avuto più fortuna... c'è chi sta peggio di lui ed ha la precedenza e questo è giusto, giustissimo, ma nel 2002 non si dovrebbe più esser costretti a scegliere chi operare e chi no, a scegliere chi deve restare fuori dalla sala operatoria e chi può entrare. questo non è accettabile.
venerdì, febbraio 01, 2002
by popular demand.... ritorna il weblog di lorenzo, il mumble mumble... e proprio oggi è uscito il quinto mondo, il suo nuovo album...
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