lunedì, marzo 31, 2003
LIBRI LASCIATI E RIPRESI - Leggo su "Zitti al cinema" un bel post dedicato ai libri iniziati e poi abbandonati per nessuna ragione in particolare tranne forse quella che non era il "momento giusto" per leggerli.
Marquant scrive una riflessione toccante e importante, che mai come in questo periodo sento appartenermi:"Che si possa lasciare una persona a metà, non è neanche una scoperta. È un fatto. Succede. Come per i libri. Con l?unica differenza, non da poco, che in questo caso le colpe si intrecciano e prendono strane forme e direzioni.
Mentre i libri aspettano, le persone spariscono. Non le puoi mettere da parte in attesa del loro momento." Mi si è stretto il cuore.
Il post parla in particolare del romanzo "Le ore" di Michael Cunningham e del film che ne è stato tratto, "The hours".
DOMENICA IN... GUERRA - Ieri sera ho avuto modo di guardare venti minuti di "Domenica In", proprio durante il salotto di vips stretto attorno al tema della guerra mediato da Mara Venier e Michele Cucuzza. Dopo aver osservato "chi" avevano invitato, mi sono accomodata sul divano per non perdermi un evento di tale straordinaria mediocrità ed ipocrisia. Perplessa ed incuriosita ho cercato di capire che cosa volessero ottenere con tale momento di riflessione.
A parte il fatto che in un programma di varietà ed intrattenimento, come dovrebbe essere Domenica In, non è il caso che si parli di guerra - visto che già se ne parla ampiamente altrove e forse con una maggiore competenza - mi ha stranito la volontà degli autori di dare un impronta al programma attraverso lo sviluppo di un tema così scottante, controverso e nebuoloso come è quello della guerra attuale in Iraq.
Tutta la mia stima va a Berlinguer, che ha di nuovo ribadito come sia necessario fermare la guerra. La signora Santachè è caduta dal pero, e piuttosto che argomentare il problema, esponendo magari una sua vaga opinione sulla guerra - sempre che ne abbia sviluppata una - si è limitata a ripetere n volte frasi del tipo "Lei parla tanto, ma noi non capiamo cosa vuole dire. Lei non si fa capire. Che cosa vuole dire?" e cose pittoresche di questo genere, senza specificare chi contenesse quel "noi". Solo lei non aveva capito niente, perché esponenti politici di destra come lei, schieratisi per convenienza, non possiedono un'opinione personale sulla guerra e non accettano di mettersi in discussione, di pensare cose che vanno al di là della politica e dell'economia, ma sventolano l'eco della corrente di pensiero che li protegge.
Lo stesso Feltri, in collegamento esterno, svettava sulla sua scrivania la bandiera degli Stati uniti e insisteva nel dare ragione agli Usa considerando antiamericani tutto coloro che sono contro la guerra, sostenendo quel Bush che ha contro di sé l'ONU e mezzo mondo, ma che se ne catafotte di tutti - come direbbe Montalbano - e bombarda il Medio Oriente per il "suo" petrolio."Il direttore di Libero, Vittorio Feltri, alzando notevolmente la voce, ha accusato l'onorevole Giovanni Berlinguer (Ds), di essere antiamericano e di predicare per una guerra lunga e con tanti morti."
Egregio l'intervento anche di Sandro Curzi, che ha tentato invano di sostenere la voce di Berlinguer.
Imbarazzanti gli interventi pecorecci di Mastella - il Carlo Verdone della politica attuale.
Cucuzza poteva restare nei suoi salotti di moda e gossip, nessuno avrebbe sentito la sua mancanza, come del resto di gran parte degli altri ospiti presenti.
Iniziativa penosa, vergognosa e offensiva: la gente è realmente preoccupata per ciò che sta accadendo in Iraq, per i giornalisti che rischiano la vita pur di informarci, per le truppe di ambo le parti che si ammazzano, per i civili che muoiono e restano mutilati o traumatizzati da orrori inenarrabili, per tutte le bugie che si sovrappongono alla verità insanguinata e che sperano di far passare questo conflitto come qualcosa che era necessario.
In serata Dario Fo è intervenuto a Ballarò ed è stato sbeffeggiato per la sua posizione pacifista, accusato di contraddirsi poiché dopo aver sostenuto che negli Usa c'è una grande democrazia ha criticato aspramente l'intervento armato di Bush. Anche Dario Fo è antiamericano, a quanto pare, perché chiede la pace, chiede la fine della guerra.
Sono sconcertata da tanta follia. Usiamo le parole per coprire gli abusi di potere, per scagionare il più grande terrorista del pianeta: il presidente degli Stati uniti.
Questa guerra sta legittimando i conflitti preventivi e diminuendo il livello di sicurezza mondiale, ha screditato il potere e l'autorità dell'ONU, ha diviso l'UE, favorirà l'aumento del terrorismo, sta condannando a morte migliaia di soldati di tutte le nazionalità e di civili vittime di guerra, che - come è accaduto in Kosovo e altorve - moriranno di cancro per essere stati contaminati da uranio impoverito contenuto nelle munizioni.
Questa guerra va fermata, può ancora essere fermata.
venerdì, marzo 28, 2003
ROBERT FISK - Tra tutti gli inviati di guerra in questi giorni è molto letto e seguito Robert Fisk, editorialista del The Indipendent - in Italia i suoi articoli sono tradotti su l'Unità (scusate il sempiterno riferimento al quotidiano diretto da Colombo - che oggi compie 2 anni di direzione alla nuova Unità - ma quello leggo e quello principalmente consiglio, abbiate pazienza...).
Ieri il quotidiano inglese riportava in prima pagina unicamente il suo ultimo articolo, "It was an outrage, an obscenity", una specie di galleria degli orrori che ricorda come la guerra sia un autentico massacro cieco."Robert Fisk descrive gli effetti provocati da due missili statunitensi che hanno colpito Baghdad uccidendo venti civili "...prima che potessero essere liberati dalla nazione che ha distrutto le loro vite..." (da Internazionale)"
EFFETTI COLLATERALI - Leggendo l'articolo di Piero Sansonetti pubblicato su l'Unità di oggi, "Aiuti, non arriva nulla. Bush: guerra lunga. Il Pentagono invia altri 110 mila soldati", ho dolorosamente riflettuti sugli effetti collaterali di ogni guerra, su ciò che accade dopo lo sgancio delle bombe e su tutte le emergenze che compaiono dopo una settimana di bombardamenti. Perchè nessuno ferma questa follia? Non sono suffcienti i fatti? Non sono sufficienti le assurde ed ingiustificabili affermazioni dei "signori della giustizia"?
Mentre l'Occidente è tutto occpato ad organizzare salotti che parlino di guerra, con esperti bellici che illustrano sulle cartine come si muoveranno le forze anglo-americane (vedi alla voce Nativi), e si dà molto da fare per inventarsi tavole rotonde ove analizzare le reazioni dell'esercito iracheno o sezionare ed interpretare le notizie frammentarie e falsificate che provengono da Bassora e Baghdad, in Iraq la gente - civili - semplicemente muore. La morte mai era sembrata così assurda, inquietante eppure logica come in questa guerra.
Sembrava una guerra "buona" ed invece ci si stupisce che essa faccia dei morti.
Non solo la popolazione irachena muore per causa delle bombe e delle incursioni dei "giusti", ma rischia la vita per mancanza di cibo, acqua e medicine. Bush doveva "liberare" un popolo da una dittatura imposta - secondo le sue "comode" scuse - e si è ritrovato a massacrare un Paese che non solo non aveva realmente chiesto questa democrazia "fast food", ma che ora è costretto ad eseguire le richieste del patto "oil for food", ovvero pagare la vita col petrolio, solo perchè questo giace sotto ai loro piedi. Bush concede la vita in cambio dell'oro nero, del suo potere.
Vàzquez Montalban sostiene che Bush è un "loco" che si crede il re del mondo. Di sicuro è un "loco".
Gli aiuti umanitari non possono raggiungere i feriti in Iraq perchè ancora Stati uniti e Inghilterra non l'hanno previsto nè concesso.
Blair "pensa" che Saddam stia meditando di usare armi chimiche: queste per lui sono prove sufficienti per continuare la guerra. Bush osanna alla "vittoria", senza rendersi conto che sta uccidendo un morto. L'iraq, con tutto il suo patrimonio culturale e storico, sta morendo in una seconda morte, inflitta in nome di un Dio sconosciuto.
E intanto dall'Italia sono partiti i Parà, chiamati all'ordine dagli Usa e ignorati dal nostro governo: B. insiste su di una partecipazione di facciata, ma ormai è chiaro a tutti che la situazione è sfuggita di mano.
Fermate la guerra. Fermate questa assurda follia economica di morte.
giovedì, marzo 27, 2003
MULHOLLAND DRIVE - Tutto quello che avreste voluto sapere su "Mulholalnd drive" di David Lynch e nessuno vi ha mai speigato: su Salon potrete leggere una lunga e dettagliata recensione-analisi del film di Lynch, il lungometraggio che ha scioccato milioni di cinefili e che rimarrà, forse, relegato agli angoli della cinematografia internazioneale (se non fosse per gli ambiti riconoscimenti...).
Il mio personaggio preferito rimane sempre il cowboy... (grazie tante a Luca per la segnalazione a e Merlino per la vhs)
Avvertenza: se non avete visto il film farete fatica a capire questo articolo, perciò, filate! dritti in videoteca!!! :)
UN BLOGGER A BAGHDAD - Ne hanno già paralto in molti, ma con un articolo apparso su AlterNet riesumo la notizia: da Baghdad giungono notizie aggiornate sulla guerra redatte da Salam Pax, un 29enne iracheno che aggiorna quotidianamente il suo blog parlando di cosa accade nella capitale sotto alle bombe.
BLOG DI GUERRA - Giancarlo Mola, su la Repubblica, parla dei molti blog dedicati alla guerra in Iraq aperti per l'occasione o adattati da gioranlisti free lance, soldati e persone comuni. La Rete diventa sempre più il luogo dove raccontare, raccontarsi e conoscere gli accadimenti del mondo dalle voci dirette dei protagonisti."Grazie ai blog, la vera grande novità mediatica del conflitto in Iraq, i protagonisti di una piccola rivoluzione destinata probabilmente a lasciare il segno: quella dell'informazione decentrata. Per la prima volta, nel bene e nel male, è saltata la mediazione giornalistica. I blog sono infatti siti Internet che chiunque può aprire, gratuitamente, in meno di cinque minuti."
AZNAR E LA GIUSTIZIA - Non è una bella notizia, anche se nella sua gravità ridistribuisce un po' di giustizia, in senso lato. Il premier spagnolo Aznar è stato portato di fronte alla Corte penale internazionale e al Tribunale Supremo dalla piattaforma Cultura contra la guerra, che raccoglie una sessantina di associazioni culturali spagnole. Aznar è ritenuto il primo e unico responsabile dell'entrata in guerra contro l'Iraq della Spagna. Dunque anche il premier spagnolo si ritrova sempre più solo di fronte al conflitto iracheno e si stringe contro le ali di Bush e Blair.
BLOB OF THE BLOGS - Come ha scritto Leonardo, anche a me manca "The Blob of the Blogs", jl blob digitale e collettivo dei bloggatori italiani. Non sono mai riuscita a partecipare con una certa frequenza a questa geniale iniziativa - per me davvero geniale - ma l'ho sempre seguita con curiosità ed interesse. E come dice Leo, il BOTB ha consentito che nascessero amicizie nuove, che si consolidassero conoscenze e, almeno nel mio caso, che si leggessero molti blog con maggiore attenzione, con quell'attenzione che meritano, facendoli uscire dal guscio spesso dell'iperuraneo internettiano.
Eh sì, prima o poi qualcuno dovrà rifarlo, oppure, Strelnik recupererà forze e risorse.
mercoledì, marzo 26, 2003
BLOGOLTRE - Dopo una pacifica e silenziosa protesta contro la guerra in Iraq, ritorna la voce tagliente e precisa di "BlogOltre" di Pietro, con molti documenti inediti ed interessanti. Bentornato :)
NUOVO RACCONTO - Se avete voglia di leggere due righe nel dopo pranzo, di sfogliare il sito della bellachioma, vi avviso che è online un nuovo mio breve racconto, "Sentimenti". Chi vorrà potrà lasciare un commento ai piedi del raccoto oppure scrivermi una e-mail. :)
Grazie.
venerdì, marzo 21, 2003
ORE 3.35 - È un giorno come tanti, l'ultimo dell'inverno che volge al termine. È il 20 marzo di un anno moderno, tecnologico, iperaccessoriato, scampato a conflitti mondiali, a pandemie terribili, sopravvissuto alle carestie, a decine e decine di disastri ecologici.
È il 2003, l'uomo ha capito come clonare gli esseri viventi, la scienza costruisce semi vegetali che respirano, i media internazionali raccontano la vita della gente come fosse un film e mentono senza ritegno come in un'abitudine.
Camminando lungo le vie delle metropoli occidentali si può osservare come tutto quanto ci circonda ossessivo sia stato creato per aiutarci a vivere meglio. Eppure, sedendomi al tavolino di un bar e bevendo un bicchier d'acqua, dal sapore indefinibile, comprendo come non mi serva a nulla tutto questo per sentirmi felice. La felicità: che cos'è la felicità? E per chi è la felicità? È per il singolo, non per la moltitudine. La felicità è un sentimento egoista eppure così vitale, che investe il singolo. Nessuno Stato può progettare la felicità di un popolo, è un obiettivo che va contro ogni logica.
È mattino, molto presto, un terzo della popolazione del Globo terrestre dorme, un terzo si sta svegliando per ricominciare una giornata di lavoro ed impegni, di strategie di sopravvivenza, ed un ultimo terzo prova a vivere come normalità un ennesimo giorno ingrato, difficile.
La mia stanza è imbavagliata nel sonno, sospesa in un limbo etereo, impalpabile, abitato dalle chimere della mia mente abbandonata al riposo. Ignoro i bagliori ferruginosi, le onde d'aria gommose, il vento bellico.
A Baghdad suonano le sirene, la gente si sveglia alle radici dell'alba, terrorizzata. La spada di un Dio sconosciuto sta arrivando. È la democrazia, dicevano poche ore prima nei ristoranti, lungo le vie del centro. È la giustizia che ci verrà a salvare. Saremo liberi, liberi..., liberi dall'embargo, dalle torture, dalla fame. Lavoreremo, impareremo a desiderare "cose".
Ecco, sta arrivando il Paese difensore dei deboli, il falco alato che difende la libertà nel mondo, che detta le leggi dell'equità, che spazza via tutti i soprusi, che decide a chi togliere e a chi dare la felicità. Nel cielo volteggia come un giustiziere un intero Paese, tronfio d'orgoglio, che sceglie a priori chi è il buono e chi è il cattivo. Se arriva qui, dicevano nei piccoli supermercati, di fronte ai banconi della frutta, sarà perché meritiamo la felicità, quella dorata, aurea e lucente felicità che in occidente chiamano benessere.
Il benessere. Che prezzo ha il benessere? Quanto ci costerà?
Qualcuno è sollevato, forse potrà realizzare i propri sogni, comperare una casa, avere un lavoro dove non ti sfruttano, mangiare, comperare medicinali per i propri figli, viaggiare. Altri piangono, sommessamente, altri ancora non dormono da giorni e ascoltano la sirena come la liberazione del laccio emostatico dopo il prelievo del sangue dall'avambraccio. Il sangue scorre nelle vene roboante, tellurico, vischioso di rabbia e sgomento.
Sembrava una mattina come le altre. L'unica certezza che si ha, a volte, è che sorge il sole, come se nulla fosse cambiato tutto intorno.
Il cielo Tuona, eppure si vedono le stelle, appannate dall'alba nascente. Un rombo e poi ancora tuoni, cupi, sordi, plumbei. Ecco gli amici, arrivano, scaricheranno le loro buone azioni sulle teste di noi povera gente, di tanti "nessuno" che cercano di vivere come tutte le persone del mondo, ma è per il bene di un popolo, di questo popolo che ha una storia millenaria ma che nessuno conosce.
La libertà. Che cos'è la libertà?
È ancora mattino. Ho appena acceso il computer e mi sono collegata ad Internet. Fuori splende il sole, ma ho come un cupo peso d'angoscia nel cuore. Mi tremano le mani, mi sento la gola annodata.
A Baghdad è iniziata una guerra che nessuno voleva, che non porterà la felicità, che poco ha a che vedere con la libertà e la democrazia. Gli Stati Uniti stanno violando le leggi internazionali: dopo questa guerra, quanto sarà sicura la Terra? Chi bombarderanno allora? I media d'informazione continuano a mentire, a raccontare frottole accomodanti, che lavano la coscienza. Mi sento triste, rancorosa. Confusa. Non ho potuto fare niente, io, dal piedistallo del mio benessere, dalla torretta protetta della mia saccente libertà.
Ti svegli una mattina, di primavera, e ti senti inerme, impotente di fronte a tanta stupidità, a tanta arroganza occidentale. La primavera, coi suoi germogli e l'aria addolcita, si affaccia su di un pianeta Terra apparentemente silenzioso. Se guardi dallo Spazio la Terra sembra ruotare muta, tranquilla. Nello Spazio non c'è suono. Da lassù si osserva la vita umana come dipanata dentro ad un film muto di inizio '900. Eppure, se ti avvicini, vedi l'Inferno, così com'è rappresentato nei nostri più freudiani incubi notturni.
Non c'è bisogno di morire per ritrovarsi tra le fiamme dell'Inferno: oggi l'Inferno è questo tentacolare e subdolo Impero, che non ti concede la possibilità di lavorare, che non ti permette di costruirti la tranquillità, che ti ruba il pudore, i diritti, la dignità, che fa le regole e poi le infrange con regole nuove, che ti umilia, che manipola la Vita per la felicità di appena qualche singolo.
sabato, marzo 15, 2003
MULHOLLAND DRIVE - Ieri sera ho guardato una delle ultime fatiche di David Lynch, "Mulholland Drive", film spaccato tra realtà e sogno, forse tutto un sogno, forse nemmeno un film.
Ho cercato recensioni appropriate che potessero spiegarmi il significato di questo film, perchè sono convinta che deve esserci un significato, altirmenti il regista - che ha lanciato un sito interamente a pagamento - non avrebbe perso tutto quel tempo a girare, montare e scrivere battute se non avesse avuto niente da dire.
Valeria Chiari, su FilmUP, ne parla "bene", in modo convincente, tanto che se non avessi ancora visto il film, correrei in videoteca ad affittarlo.
I commenti degli spettatori sono invece contrastanti, ma il filo conduttore comune rimane "non ci ho capito niente". Ecco. Anche la bellachioma non ci ha capito niente - con buona pace di Merlino - e non saprebbe affatto raccontarvi la trama del film, nè abbozzare un commento all'idea di base del regista, nè azzardare un'opinione.
Per me il film non racconta niente, eppure potrebbe parlare di tutto, delle nostre angosce, del terrore di fronte all'ignoto. Potrebbe interpretarsi come un buco nero dell'inconscio, un circo delle paure quotidiane, una carrellata di tutto ciò che temiamo: essere rifiutati in amore, ritrovarsi falliti, essere vittime del sistema. Oppure... bho?!?! :)
Una cosa però la devo riconoscere a Lynch: la sua faccia tosta. Personalemnte a Cannes un film del genere non avrei proprio potuto votarlo... :)
venerdì, marzo 14, 2003
ENZO BIAGI - Segnalo l'interessamnte intervista che Biagi ha rilascaito all'Unità, "Una scelta che gli fa onore", durante la quale ha commentato la rinuncia di Paolo Mieli alla presidenza della Rai.
Enzo Biagi non parla mai a sproposito. Tutti lo abbiamo apprezzato nei suoi interventi, nei suoi libri, ma soprattutto nel suo programma "Il fatto". Le sue frasi sono spilli pungenti. Meriterebbe di rientrare in Rai per sistemare un po' di cose, anzi, per ricominciare a "dire cose scomode", come lo stesso Mieli avrebbe voluto.
SEI STATA NOMINATA - Come esclamerebbero i fans del Grande Fratello, Lucia Annunziata "è stata nominata" presidente della Rai. Proprio ieri, dalle pagine dell'Unità, Lidia Ravera si lamentava di quanto poco siano state considerate le donne fino ad oggi per la copertura di cariche dirigenziali importanti, e in ambito politico e in altri ambiti. Eccoci, quasi come un oracolo la Ravera ha evocato un accadimento inatteso. Ora una donna impugna le redini della Rai, della televisione pubblica. Mi domando se la Annunziata saprà restituire (e garantire!) ai cittadini l'informazione che meritano."... «Io mi auguro di essere giudicata per ciò che farò. Le mie idee politiche sono note e trasparenti. Il modo in cui ho sempre fatto e faccio il mio mestiere altrettanto. I problemi della Rai sono molti, sono grandi, e saranno affrontati dal consiglio con tutta l´attenzione che meritano. Non ho fatto patti con nessuno. E questa credo sia la migliore garanzia per tutti» ..." Ce lo auguriamo tutti. In bocca al lupo!
ORIANA FALLACI - Con tempismo ammirevole, Oriana Fallaci rispunta tra le pagine del Corriere della Sera di oggi, con l'articolo "La rabbia, l'orgoglio e il dubbio". Ne ho preso notizia stamani, durante la colazione, mentre ascoltavo "il ruggito del coniglio" di radiodue (programma sempre divertentissimo ed intelligente).
Con tutto il rispetto per la giornalista - che ne ha viste veramente di tutti i colori nella sua vita e che ha raccontato cronache d guerra dai posti più infernali del secondo dopoguerra - continuo a pensare che questa guerra imminente di Bush e Blair contro Saddam per "la libertà e la sicurezza mondiali" non solo non si debba fare adesso, ma non sia affatto giusta.
Rimango perplessa davanti alle classificazioni che pretendono di classificare le guerre in base alla loro legittimità. Non credo ci sia mai stata una guerra "giusta", ma solo conflitti inevitabili, punti di non ritorno, soluzioni disperate ed estreme, messe in atto in nome della sopravvivenza e della difesa della dignità umana. La seconda guerra mondiale è lì a ricordarci che dopo lo scempio che essa ha rappresentato occorre evidenziare come le guerre siano non "giuste" o "ingiuste", a mio avviso, ma "contrattabili". Prima di scatenare un conflitto, oggi più che mai, occorrerebbe giocare tutte le altre carte disponibili sul banco delle contrattazioni internazionali e cominciare a pesare tutti, anche i giudicanti.
Il pacifismo, il dialogo, la diplomazia internazionale, sono opzioni importanti, che possono scalzare l'idea di guerra nella mente dei "giusti". Restano tuttavia tutte cose che Bush figlio non conosce affatto.
Lo stesso Bush senior ha riconosciuto come l'attuale presidente degli Usa non sia stato capace di dialogare col resto del Mondo, non solo con Saddam e alleati, ma soprattutto con la vecchia Europa, sempre più divisa in due tronconi - e speraimo che l'UE si salvi. Bush non ha idea di cosa sia la mediazione, cosa implichi mantenere amicizie di lungo termine, cosa richieda mantenere la "Pace" sulla Terra. Ma come biasimarlo, lui nememno sa cosa significhi il termine "Pace", nè può avere un'immagine del "Resto del Mondo".
Ciò che mi amareggia non è leggere opinioni contrastanti - perchè dalla diversità di pensiero nascono i confronti più fertili e fruttuosi ed abbiamo bisogno di divergenze d'opinione per individuare la strada da seguire - ma bensì notare come si stia cercando in tutti i modi di legittimare un conflitto di cui non c'era bisogno e di come si provi a fomentare l'opinione pubblica contro Saddam e i suoi orrori dittatoriali, senza considerare tutto il resto, tutto il resto del mondo che in questo caso è soprattutto rappresentato da "superpotenze".
La Fallaci non mi ha mai convinta a cambiare idea e nemmeno questa volta ha scalfito la mia opinione, sebbene abbia letto il suo intervento con interesse. Continuo a credere che la "non guerra" sia l'unica soluzione accettabile, visto che il concetto di "Pace" rimane o imbavagliato o fin troppo soggettivo.
Io voto per la "non guerra".
domenica, marzo 09, 2003
CHEN LONG - Chi non ha mai sognato da piccolo di fare l'astronauta? Credo sia una specie di sogno ricorrente dell'infanzia, alimentato dal fascino del cielo stellato, della luna piena e delle eclissi solari. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo il mare, si sa, e a volte addirittura un continente. L'Asia credo sia uno dei continenti che meno ha partecipato a spedizioni spaziali, a differenza dell'Europa e delle Americhe. Forse però ha deciso di recuperare il tempo e lo "spazio" perduto :)
La Cina ha infatti rivelato l'identità del suo primo astronauta, che partirà per lo spazio entro la fine dell'anno. Si tratta di Chen Long, l'astronauta cinese in addestramento sin dal '96. Pare che Chen sarà l'unico membro del Shenzhou 5, la navetta cinese in lista di decollo per il prossimo Ottobre. La lunga e sofferta esperienza orbitale dei russi ora sembra passare in mano ai cinesi.
Ma per la mania delle precisazioni è dato di sapere che Chen, la promessa del sogno cinese a miliardi di stelle, non è il primo astronauta nato in Cina a volare nello spazio. ...
DIVORZIO GAY - Non so se sia una novità, forse no, però dopo tante notizie riguardanti i matrimoni fra gay questa mi pare una mosca bianca. In Texas, nonostante non si celebrino matrimoni fra gay, pochi gioni fa è stato legalizzato un divorzio gay, che ha separato Russell e Anthony, due uomini che si erano sposati nel Vermont un anno fa. Il giudice che ha sottoscritto la sentenza di divorzio non aveva mai affrontato casi del genere nè ha esperienze di matrimoni fra gay.
Questa notizia però non deve far credere che i matrimoni gay siano perfetti negli States, anzi, essi conservano anche là un sacco di problemi, soprattutto legali. Insomma, ancora tanto c'è da fare per garantire la libertà di scelta di tutti noi, nel bene e nel male.
venerdì, marzo 07, 2003
DIARIO CON SCONTO - Sul sito di Diario trovate utili infomazioni per acquistare alcuni saggi d'attualità, editi da Il Saggiatore, a prezzi vantaggiosi. In particolare è in atto una ghiotta proposta su "Noam Chomsky".
LO SQUALOFILO - Com'è la vita di uno studioso di squali? Molti di noi se la immaginano proprio come nel famoso film "Lo squalo", piena di avventure, imprevisti, di sette file di denti che ti si aggrappano ai polpacci, di salvataggi al rotto della cuffia. Ed invece nulla, o quasi, di tutto questo. Il biologo marino Ramón Bonfil in un'intervista al N.Y. Times racconta un po' di sè e della sua "pericolosa" passione, gli squali bianchi, che insegue ogni anno nelle acque del Sudafrica, commentando i numerosi casi di aggressione umana da parte di squali lungo le coste statunitensi.
LA PASSIONE DI ARTEMISIA - Segnalo un libro che è uscito nel Novembre scorso e che, siccome è una biografia e racconta la vita di una donna nonchè pittrice e artista, mi incuriosisce molto. Non ho ancora avuto il piacere di leggerlo ma ho letto solo recensioni positive in merito. Si tratta di "La passione di Artemisia" di Susan Vreeland. Erewhon ne traccia una breve ma esaustiva recensione. Sul sito dell'editore trovate la scheda del libro.
giovedì, marzo 06, 2003
MARCELA IACUB - Che cosa avete fatto della liberazione sessuale? È quello che Marcela Iacub si domanda nel suo libro omonimo, già caso scandalo in Francia. A quanto pare, la società moderna sta scivolando in un nuovo ordine-disordine sessuale dal quale sembra molto difficile liberarsi. Le donne sembravano emancipate sessualmente, ed invece rimangono in gran parte ancora vittime di questo tabù o divieto. E la Iacub demanda la responsabilità di questo regresso non solo ai moralisti ma anche alle femministe tradizionaliste."In questo pamphlet, la studiosa, i cui saggi rigorosi in passato sono stati unanimemente apprezzati, fa tabula rasa di molte idee preconcette, e infrange numerosi tabù. A cominciare da quello della prostituzione, da lei presentata come «un simbolo di una sessualità libera e pluralista»." Dopo lo shock tangibile di Catherine Millet, con la Iacub si ragiona sulle teorie. Sempre per estremizzazioni.
IMRE KERTÈSZ - Per la prima volta il premio Nobel per la letteratura va ad un ungherese: Imre Kertèsz. In "Essere senza destino" lo scrittore racconta l'esperienza da quindicenne deportato ad Auschwitz. Al link segnalato potrete leggere un estratto del suo discorso tenuto a Stoccolma, in occasione della cerimonia di premiazione.
TIBBAR TIBBAR!!! - Con un increscioso ritardo: "buon primo marzo" a tutti !!! :) Il mio ritardo è più che giustificato da cause di forza maggiore per le quali ora mi appello alla mia buona stella. Buon Marzo a tutti! Bonus per chi compirà gli anni in questo mese. Auguri a chi dovrà sostenere degli esami, a chi dovrà consegnare la tesi (di qualunque tipo) a chi aspetta un bimbo ed è un po' in ansia, a chi sta cambiando casa, a chi ha finalmente alzato quella cornetta e composto quel numero.
Auguri a chi ha appena intrapreso un nuovo corso di studi, a chi ha un'operazione da sostenere in ospedale e a chi a subito un incidente in auto o una multa. Questo è il mese della Quaresima e della primavera, è il mese dei risvegli, dei cambiamenti, delle transazioni, delle mutazioni (forse è pure mese di paga, come sempre, anche se per me no, sob!...)
Mi piace pensarvi tutti in procinto di sgusciare fuori dai vostri sonnolenti giacigli per liberarvi nell'aria dolce della promettente primavera. Fate a modo con l'aclcol e il caffè, e non sprecate un solo minuto della vostra giornata, un solo attimo di vita e libertà.
E Pace a tutto il mondo, sempre, ovunque.
JOSÈ SARAMAGO - È uscito l'ultimo romanzo di Josè Saramago, "L'uomo duplicato". Qualche giorno fa, alla Feltrinelli di Milano, lo scrittore portoghese ha presentato di persona il suo libro ed ha parlato di Pace, ripetendo fermamente il suo no alla guerra. Il romanzo non parla di clonazione, come si era più volte ricordato, ed è una specie di giallo con finale a sorpresa. L'uomo duplicato è una favola che parla semplicemente di un'impossibilità...
Saramago ha ricordato anche come sia inacettabile che uno Stato oggi imponga le sue mire di colonializzazione, come stanno facendo gli Stati uniti.
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