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martedì, ottobre 28, 2003


VAN GOGH - Su Web Exhibits sono state raccolte tutte le lettere - almeno quelle fin'ora rese disponibili - di Vincent Van Gogh, con tanto di disegni originali. Si possono effettuare ricerche per parole chiave a libera scelta, per tema e per anno. Un eccellente lavoro di archiviazione e catalogazione.


ROALD DAHL - Dagli archivi del settimanle "Letture" estraggo uno speciale dedicato a Roald Dahl, firmato da Ludovica Cima: "Roald Dahl, scrittore per gioco".
"Un maestro dell'imprevisto. Così è stato definito e così fu la sua vita e la sua opera. Un uomo alto quasi due metri, amante del rischio e delle emozioni, che ha saputo vivere intensamente: in prima persona, pilotando per la Raf aerei come i Gladiator e gli Hurricane nella seconda guerra mondiale; e poi, una volta sposato e sistemato tranquillamente nella campagna inglese, immergendosi in movimentate avventure nate dalla sua fantasia: storie altrettanto imprevedibili e create per i suoi fortunati figli, poi diventate libri venduti e letti in tutto il mondo ancora oggi."


THE BLOG REVIEW OF BOOKS - Giuseppe Granieri colpisce ancora, questa volta dritto al cuore dei lettori, aprendo un ghiotto angolo dedicato alle recensioni dei libri, "The Blog Review of Books". Tutti possono pubblicare le proprie recensioni editoriali.


CROCIFISSI: SÌ O NO? - Ritorna a guisa di tormentone pre-elettorale una diatriba che divide l'Italia: è giusto togliere il crocifisso dalle scuole, sì o no? Le opinioni al riguardo sono davvero tante e ammetto di aver riflettuto su questa domanda per giorni, mutando varie volte alcune mie posizioni, ma su di un punto non riesco a smuovermi, ovvero sul no finale. Per me non è giusto, o almeno, mi esprimo meglio, non è giusto farlo per le motivazioni fin'ora avanzate.
Pur condividendo molte delle considerazioni mosse da Leonardo nel suo esaustivo e tagliente intervento "Il crocefisso è un morto", e pur inorridendo di fronte alla xenofobia, agli integralismi, e alle estremizzazioni in genere, non riesco a trovare una risposta ad alcune mie domande che mi conducono a schierarmi con chi vive questa sentenza come ingiusta e svilente le tradizioni Italiane.
Al di là del fatto che il crocifisso sia un simbolo di cattivo gusto e che i veri valori - umani, religiosi e quant'altro - li portiamo dentro di noi, chi può affermare con legittimità e correttezza che siamo un popolo che vive di un passato finito, morto, e che si attacca ai propri simboli per sentirsi vitale senza ricordarsi in che cosa crede? Personalmente non mi sento di affermare una cosa del genere, la trovo tanto forte quanto generalizzante e a me, perdonate il mio limite, non è mai piaciuto generalizzare. Forse possiamo parlare di errore, di "leggerezza", quando si iniziò a mescolare laicità con simboli cristiani, quando non si mantenne più una netta divisione tra icone religiose e simboli laici, luoghi istituzionali e segnali o concetti religiosi, quasi che la religione debba essere considerata come uno sport, un percorso che non c'entra niente col resto della vita.
Ma per disquisire su questo punto in modo sistematico e soddisfacente dovrei analizzare cosa significhi diffondere una religione in un Paese, dovrei addentrarmi nella natura così particolare delle religioni, dei pensieri mistici, studiare i fenomeni correlati, divorarmi millenni di Storia umana, e ammetto di non possedere né il mordente, né il tempo per farlo.
Che valore ha parlare di pensiero religioso nella società, quale ruolo ha nella vita degli uomini il "credo"? Risulta veramente migliore separare queste due strade - l'insegnamento e i valori cristiani - per rispetto non solo degli stranieri ma anche della nostra presunta ipocrisia? Può darsi, non lo nego, ma dovreste spiegarmelo meglio.
Mi guardo attorno e provo a domandarmi come nel Mondo viene vissuta questa dualità. Insomma, cosa fanno gli altri? Davvero siamo sempre e solo noi Italiani a non capire come funziona la società moderna?
Sebbene mi senta aperta alle novità, ai mutamenti che tanto hanno dato al progresso sociale ed economico, all'apertura mentale, chi ha deciso che dobbiamo essere sempre noi italiani a dover cambiare, a dover accettare le tradizioni degli altri, di chi sceglie di vivere Italia lasciando il proprio Paese con nel cuore la nostalgia e la speranza di ricreare altrove ciò che ha lasciato?
Chi stabilisce che sono sempre gli italiani a dover rinunciare, modificare, rivalutare, risistemare le proprie abitudini, immagini, i propri simboli per accogliere lo straniero, per farlo sentire alla pari, benvoluto?
Nessuno forse, perché nessuno credo si sente tanto saggio da poter decidere su tali questioni. E qui le domande sono tante, i nodi da affrontare, per togliere quel crocifisso da quei muri di tribunale, delle scuole e degli ospedali, sono almeno due: ci sentiamo ancora un popolo cristiano? E il rispetto verso le altre religioni come dobbiamo esprimerlo? Eliminando i nostri simboli?
Non sono certo le battaglie per i crocifissi nelle classi a cambiare la realtà scolastica - che veramente ha bisogno di riforme serie, sistematiche, più concrete di questi dettagli da decoro dei muri - e su questo condivido il disappunto generale che lamenta le tante lacune che rendono il sistema scolastico italiano un vero scandalo, un palliativo burocratico inadeguato alle esigenze dei propri cittadini.
Però è anche vero che non possiamo mettere in crisi le nostre tradizioni, le nostre "radici" - anche se scomode e passate di moda - per paura di una crisi diplomatica o altro.
Parteggio sempre per revisioni moderate e ragionate delle scelte sociali senza condizionamenti diplomatici, maturate da considerazioni che hanno a che fare con la Storia del popolo e le relazioni tra le varie istituzioni nazionali, passando dalla gente.
Insomma, il crocifisso lo toglierei dalle scuole, va bene - non mi sembra una tragedia - ma non perché offende le altre religioni, né perché siamo un popolo di illusi aggrappati a simboli morti. Il dibattito resta aperto.


venerdì, ottobre 24, 2003


AMAZON - Segnalo una significativa novità proposta dal sito statunitense Amazon, per la sezione dedicata ai libri. Da oggi è possiible effettuare ricerche per parola chiave non solo nei titoli e nei riassunti dei libri, ma anche dentro ai libri stessi, accedendo direttamente ai testi, alle migliaia di pagine presenti nell'intero catalogo: l'utente può così verificare esattamente se quel libro tratta di determinati argomenti, sfogliandone virtualmente il contenuto. Complimenti!


mercoledì, ottobre 22, 2003


JOHN PILGER - Segnalo, per la lettura, un lungo articolo sull'Afghanistan di J. Pilger - cronista di guerra - pubblicato domenica scorsa su "Il manifesto": "Afghanistan, l'anno zero di una tragedia". A due anni da quella guerra tutt'altro che "giusta e condivisibile" e dopo le recenti nuove ed inquietanti minacce d'attacco mosse da Bin Laden contro gli Stati Uniti e contro tutti "i Paesi sostenitori della guerra contro l'Afghanistan" - o contro "il vero" terrorismo, come sostiene Chomsky - è bene riprendere un discorso lasciato a metà che prevedeva questo paese, l'Afghanistan appunto, come sfondo scenografico e storico - oppure, detta meglio, come scusa internazionale per giusitficare ben altro.
"Era la mia prima visita in Afganistan. In una vita spesa in giro per i luoghi del mondo in tumulto non avevo mai visto niente di simile. Kabul è uno scorcio di Dresda nel 1945, contornata da macerie anziché da strade, dove la gente vive in edifici crollati, come vittime di un terremoto in attesa dei soccorsi. Niente luce né riscaldamento: solo apocalittici fuochi che bruciano tutta la notte."


WANNA MARCHI - Ritorna a tormentarci la Wanna nazionale, questa volta con un libro autobiografico firmato a quattro mani con la figlia Stefania. "Le nostre prigioni - un diario a quattro mani" racconta le disavventure giudiziarie e carcerarie del duo più truffaldino ed ipocrita che l'Italia abbia maiconosciuto - dopo lo scandalo Mamma Ebe - della coppia che ha fatto scuola nelle televendite gonfiate ed alla quale la vasta schiera di maghi televisivi sarà grata a vita, per aver aperto un varco imponente sul mercato telefonico e televisivo del raggiro e d'accatto.
Il volume uscirà alla fine di Novembre e sarà presentato al programma di Bruno Vespa.
"Le due autrici, rinviate lo scorso settembre al giudizio del tribunale di Milano per rispondere di una presenta catena di truffe attraverso le televendite, e l'editore bolognese Francesco Maria Gallo, saranno ospiti di Vespa. Nessuna autodifesa, nessun tentativo di scagionarsi: solo un racconto dell'esperienza dietro le sbarre"


PUBBLICARE UN LIBRO - Considerazioni semiserie.
Pubblicare un libro in Italia sembra semplice ed invece pare sia tutt'altro che facile. Girando tra gli scaffali delle librerie ci si convince della facilità, della pubblicazione, perchè fin troppo spesso si notano opere insipide, tagliate facili o di debole carattere: la realtà invece inganna e se alcuni gridano allo scandalo delle raccomandazioni
"È un'impresa impossibile, anche se avete scritto qualcosa di dignitosissimo. Al sistema editoriale accedono solo gli amici degli amici, i nipoti, i già noti, ora i comici TV, ma tanti potenziali esordienti sbattono contro un muro, salvo pubblicare a proprie spese" (Corrado Sevardi)
altri giustificano l'ingolfamento dell'indotto editoriale con teorie di marketing che lasciano l'amaro in bocca ed il portafogli dimagrito. Altri ancora invece saltano immediatamente al passo successivo, criticando la distribuzione, poichè pare che il vero problema non stia tanto nell'essere pubblicati, quanto nell'essere realmente presenti nelle librerie.
Le opere più difficili da imporre sembrano essere proprio quelle di narrativa, forse perchè siamo tutti un po' scrittori e siccome la narrativa è ciò che esce con maggiore spontaneità dalle dita, tra gli editori aleggia una certa diffidenza, nonché una generalizzata e velata assuefazione alle migliaia di pagine di "nuova letteratura nazionale". Come dar loro torto? Puntare su un autore sconosciuto è sempre un rischio, una specie di scommessa col fato, un salto nel buio, e i soldi investiti sono soldi. Sebbene l'opera possa poggiare su basi linguistiche solide ed una serie di idee originali, rimane sempre un mistero come risponderà il mercato - eccezion fatta per certi prodotti di massa, di tormentoni o di richieste specifiche del momento.
Resta però indiscutibilmente vero che un autore dovrebbe portare avanti unicamente i progetti in cui crede - per coerenza etica e per completezza e gratificazione personali - a prescindere dal mercato e dalle sue mode ed indipendentemente da come, un giorno o forse mai, il pubblico si accorgerà di lui.
Qualità o quantità? Domanda sciocca, poichè ovviamente si preferisce un giusto ed equo miscuglio dei due ingredienti, sia per chi scrive che per chi propone letture.
Chi è riuscito a pubblicare ben conosce le diffioltà burocratiche, logistiche e finanziarie del mercato editoriale italiano - molto più di chi da anni tenta di farsi conoscere e ha raccolto solo "no" oppure opzioni di pubblicazione autofinanziata.
Molti autori restano delusi, ingannati dalle false promesse di un circuito editoriale congestionato, impoveriti di prospettive, e non è raro trovare chi preferisce tenere tutto dentro al proprio cassetto conservandolo per i posteri (per le scoperte a posteriori che per esempio tanto hanno dato alla figura di Kafka) e difendendolo dallo svilimento degli attestati dei vari concorsi o dagli abbracci bramosi di scaffali che tutto sembrano inghiottire ma che poco rilasciano ai lettori.
Allora che fare?
Per gli autori un consiglio semplicissimo: scrivere, scrivere e scrivere, senza scoraggiarsi, farlo perchè non si può farne a meno, perchè si ama farlo. Poi proporsi, senza paura, senza troppe aspettative. Volendo portare un esempio patetico - perdonate l'ardimentosa metafora - nel medioevo i più abili e forti cavalieri erano coloro che non temevano la morte, erano coloro ai quali, credendo fermamente nelle proprie forze, non faceva alcuna differenza restar vivi o morire. Lo scrittore dovrebbe essere altrettanto audace, non nel corpo ovviamente, bensì nell'animo, nelle idee (anche se alcuni autori - mi perdoneranno per le mie inadeguate considerazioni in merito - considerano la scrittura come carne che trasuda sangue e sentimento, come un prolungamento della proprie membra, inabissandosi nel profondo dell'esistenzialismo più, estremo).
Occorre senza dubbio non temere la stroncatura nè il rifuto, infeltrire l'ego che guida ogni scrittura, che rende vanesio ogni autore, anche nel proprio piccolo. Per una porta che si chiude un'altra è pronta ad aprirsi, scoprendo non solo doti tecniche ma soprattutto umane. la fortuna gioca un ruolo determinante, si sa, ma mai dimenticare che lo scrittore è prima di tutto uomo (donna).
E agli editori che domandare? Quello che tutti domandano, suppongo: pazienza e moderazione, anche davanti agli odori di best-seller, che frutterebbero un bel po' di entrate ma che rappresenterebbero per la letteratura un appuntamento mancato. L'editore - come l'insegnante - conduce non solo battaglie economiche private ma soprattutto percorsi linguistici e culturali che vanno ben oltre la materia, ben oltre le bandiere di partito, ben oltre le paure.


ILARIA ALPI - Nel 2002 esce in Italia "Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni" il film di Ferdinando Vicentini Orgnani che racconta la tragica morte della giornalista Rai Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme al suo collega cameraman Miran Hrovatin. L'omicidio dei due giornalisti, caduti in territorio somalo - Paese straziato da guerre intestine e da interessi geopolitici - è diventato ben presto l'emblema di tutti coloro che hanno pagato col sangue il coraggio di perseguire la verità e di raccontare le ingiustizie che da sempre accompagnano traffici illeciti di armi, droga e altro.
A quasi dieci anni da quell'agguato non è stata ancora fatta giustizia: nessun reale responsabile è stato identificato né alcuna condanna è stata ancora formulata. Nessuno, da allora, ha pagato per questa insanabile perdita che ha impoverito e umiliato non solo il giornalismo internazionale, ma soprattutto la dignità di un popolo democratico come quello italiano. Ma chi conosce l'esatta trama dei fatti, il preciso susseguirsi di eventi che provocarono l'omicidio di Ilaria, c'è, solo che non vuole parlare, per paura o per pericolose promesse fatte. Da qualche parte, in Italia o all'estero, nelle maglie della burocrazia militare e governativa, esistono persone che sanno. Un silenzio, fatto di mezze verità, di ritardi e imperfezioni, di fotografie sfuocate, di taccuini scomparsi, di videocassette polverizzate nel nulla, di memorie imprecise e tentennanti, di contradditori, li protegge.
Le indagini, stirate e frastagliate durante tutti questi anni, ora torbide ed ora chiare, sono state più volte depistate da ignoti ed opachi personaggi che non potevano permettere la venuta a galla di informazioni pericolose.
Ciò che oggi sappiamo sui moventi che produssero la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è stato appreso e documentato grazie all'ostinazione amorevole e alla rabbia legittima dei genitori di Ilaria e all'onesta attività di tutti i giornalisti italiani che hanno sentito il dovere ineluttabile di chiarire i numerosi ed insopportabili punti oscuri che da anni gravano su questo caso.
Il 21 ottobre 2003 i giornalisti di Report (Rai), guidati da Milena Gabanelli, trasmettono un lungo speciale sul caso Alpi, proponendo non solo immagini inedite di quel terribile pomeriggio di marzo, ma anche nuove interviste e scoperte inquietanti, con l'intento di dare una spinta a questa inchiesta - ferma da anni per taciuti e incomprensibili ostracismi governativi italiani - e di gettare nuove luci sui punti oscuri e strozzati di questo che sta diventando un vero e proprio caso di intrigo internazionale, dove i Paesi dell'Occidente Sviluppato sfruttano - secondo feroci leggi di mercato e di baratto - le poche risorse dei Paesi in via di Sviluppo in cambio di morte.
A valle delle decine di piste seguite, e delle molte ipotesi che hanno a poco a poco preso uno sconcertante corpo, si può certamente affermare che Ilaria Alpi fosse a conoscenza di informazioni brucianti e che fosse depositaria di una verità troppo scomoda non solo per i trafficanti d'armi locali - italiani e somali - ma soprattutto per i molti governi europei e degli Stati Uniti implicati in un tanto dilagante quanto scandaloso progetto di smaltimento illegale di rifiuti tossici. Molte cose di cui non si parla mai, per untuosa prudenza, continuano a macchiare di sangue la terra bruciata di pesi dimenticati dalla frenesia di un'informazione volutamente distorta e rauca.
La Storia insegna che dagli albori del ferro e della chimica, povertà, mercato ed interessi economici fanno rima con baratti immorali: lo smercio dei rifiuti tossici - coi quali sono stati imbottiti i suoli d'Africa e del centro America - si accompagna alla distribuzione nemmeno troppo velata di armi, facendo cadere le certezze dei benpensanti nella fogna dello sfruttamento e dell'inganno.
Dopo tante attese ed estenuanti battaglie legali, dopo troppe bugie e prove giudiziarie compromesse od occultate, nessuno di noi è ancora stanco di combattere: vogliamo la verità, per Ilaria e per Miran, per la giustizia, per i diritti umani. Non siamo per niente stanchi di chiedere, di capire, di cercare la luce. Questa volta nessuna amnesia collettiva potrà cancellare quest'orrore, né proteggere i responsabili. Nessuna oscurità potrà coprire il passato.
Per chi crede nel giornalismo d'inchiesta e per chi rispetta la vita umana, questa storia terribile e commovente non può né essere dimenticata né essere sminuita: essa non sarà una bandiera bianca abbandonata al vento, ma una domanda aperta che non troverà pace se non nella giustizia.


sabato, ottobre 18, 2003


GIUSEPPE RAGOGNA - Ricevo e trasmetto la segnalazione di un libro sul terribile disastro del Vajont. Il libro si intitola "Vajont. Un grande romanzo dimenticato" ed è firmato da Giuseppe Ragogna (Biblioteca dell'Immagine, 2001).
(grazie Francesca).
Sempre in tema di Vajont segnalo la tanto suggestiva quanto convincente recensione di "Sulla pelle viva" firmata da Auro.


SPAM - Carolyn Wyman, giornalista e scrittrice americana, esperta di cibo e cucina, tra le sue numerose pubblicazioni culinarie ha dato alle stampe la biografia dello "Spam", la carne pressata in scatola che ebbe tanto successo negli Usa dagli anni '40 e '50 e che da allora ha creato un vero e proprio mito - da noi arrivò un decennio dopo, o più tardi, come Pressatella... l'avvete mai mangiata??? :)
Il libro si intitola "SPAM: A Biography: The Amazing True Story of America's "Miracle Meat!"" (Harvest Books, 1999). Il termine SPAM è noto a tutti coloro che possiedono un indirizzo attivo di posta elettronica, ma non a tutti è nota l'origine del termine.
"Fin dalle origini della rete c?è molta e giustificata intolleranza per i messaggi ripetuti e indesiderati, chiamati spam a causa di una scenetta del Monty Python in cui si ripeteva ad nauseam il nome di una "pressatella" di maiale in scatola, abbastanza diffusa negli Stati Uniti (anche se nessuno la considera una raffinatezza gastronomica). Per chi volesse i dettagli... " (da Gandalf, di G. Livraghi)
(L'articolo di Livraghi citato parla di questioni ben più serie della carne di maiale in scatola, ma risulta utile anche per capire da dove arrivi il termine "spam" :).
Tornando al libro della Wyman lo "spam" venne inventato - se non vado errando - alla fine degli anni '30 nel laboratorio della famiglia Hormel. Il nome spam credo derivi da un soprannome affibbiato ad un amico di famiglia:
"Along the way we discover that its ingredients are not nearly so revolting as one might have been lead to think (merely pork shoulder, ham, salt, sugar, and delicious sodium nitrite) and that Spam received its pithy name from actor and friend of the Hormel family, Kenneth Daigneau."
A mio avviso il libro è interessante non solo dal punto di vista gastronomico ma soprattutto da quello sociale, dove invenzione artigianale-industriale si mescola ad esigenze storiche di profonda emergenza: la carne in scatola, infatti, accompagnò i militari americani nella seconda guerra mondiale non solo come mezzo di sostentamento... Il volume è corredato da ricette di cucina a base di Spam.


SÁNDOR MÁRAI - Fino al 22 ottobre la città di Salerno promuove una serie di iniziative in omaggio allo scrittore ungherese Sándor Márai - che sorggiornò per oltre dieci anni in questa città.
"Al Tempio di Pomona ? stata allestita una mostra di fotografie, appunti e copie uniche dei libri di Sándor Márai dal titolo Luce e Mare. Sándor Márai a Salerno. 1968-1980 . L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 22 ottobre 2003"
L'evento è promosso anche da Adelphi. Trovate informazioni e dettagli sul sito di "Arte Provincia Salerno".
In chiusura cito un'Ansa di interessante rilievo:
"BUDAPEST, 24 SET 2003 - Marinella D'Alessandro, la traduttrice in italiano delle opere di Sandor Marai, ha ricevuto la onorificenza magiara Pro Cultura Hungarica per il suo contributo alla diffusione delle opere dello scrittore ungherese riscoperto recentemente anche in Italia. Marai ha passato piu di 40 anni in emigrazione, molti anni in Italia, a Salerno."
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MORDECAI RICHLER - Esce per Adelphi una nuova traduzione Mordecai Richler, uno dei maggiori esponenti della letteratura contemporanea canadese, noto ai lettori italiani soprattutto per "La versione di Barney" (Adelphi, 2000). Il libro si intitola "Solomon Gursky è stato qui" (Solomon Gursky Was Here, 1989) ed in ordine cronologico rappresenta la penultima grande prova letteraria di Richler.
Nato a Montreal nel 1931, Mordecai Richler è scomparso due anni fa. La sua prima pubblicazione risale al '54 (The acrobats) e da allora ha scritto tanto e allietato non solo lettori ma anche cinefili, visto che alcuni dei suoi romanzi sono stati trasportati sul grande schermo. Nel luglio del 2001 l'Adelphi ha pubblicato uno speciale sull'Adelphiana a lui dedicato, "Il caso Mordecai" - firmato da Matteo Codignola.
"Proprio in omaggio al grande scrittore, dopo "Il mio biliardo", nei prossimi mesi, fino al 2004, è prevista da Adelphi la pubblicazione di altre sue opere. Presto usciranno tre racconti per ragazzi, raccolti sotto il titolo "Le storie di Jacob". Poi il voluminoso romanzo storico "Solomon Gursky è stato qui". Infine una raccolta di saggi militanti, alcuni, che faranno scalpore, sulla crisi mediorientale." (da KwLibri)


mercoledì, ottobre 15, 2003


CITAZIONI - Letture notturne:
"Volete vivere con prudenza? Che cosa credete possa derivare dalla prudenza? Solo altra prudenza. Siete schiavi della vostra prudenza. Dove credete che vi porti - essa elude le strade pericolose (non avete visto che sono queste a portare più in alto?) Ogni genere di profondità è pericolosa. La prudenza rende piatta la vostra vita. E rende piatti anche voi" (Annemarie Schwarzenbach)


lunedì, ottobre 13, 2003


VAJONT - Il 9 ottobre scorso ricorreva il 40esimo anniversario della immane tragedia della valle del Vajont (9 ottobre 1963), ricordata con tutti gli onori anche dal Presidente Ciampi.
"Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione."
In occasione di questa grave e triste ricorrenza la Rai ha trasmesso - con sorpresa collettiva vista l'aria di repressione, censura ed epurazione che la contraddistinguono negli ultimi due anni - l'eloquente film "Vajont" di Renzo Martinelli. Spero l'abbiate visto, merita veramente sia per quello che testimonia - e quindi per il valore della "memoria" che conserva in sè - sia per come lo racconta.
In questi giorni il quotidiano l'Unità ha rilasciato in edicola la ristanpa di "Sulla pelle viva", il libro testimonianza di Tina Merlin, la giornalista bellunese che per prima - e da sola - ebbe il coraggio di denunciare lo scempio ambientale perpetrato dalla Sade e di preannunciare la tragedia che si sarebbe poi verificata. Il libro costa poco (3,30 euro) e vale la pena d'esser letto: doppia prefazione, di Marco Paolini e Giampaolo Pansa.
Elleu rilascia, sempre in edicola (e librerie), ad un prezzo speciale (7,99 euro) la ristampa del DVD "Vajont. Orazione civile" (160 minuti, 1997), il lungo e coinvolgente monologo teatrale scritto ed interpretato da Marco Paolini, che racconta egregiamente tutto ciò che accadde in quell'ottobre di quarant'anni fa. Questo monologo fu trasmesso anche sulla Rai nel '97 ed ha avuto un fortunato seguito nei teatri italiani durante tutti questi anni.


SCRITTORI IN FOTO - Sul sito del fotografo tedesco Peter Peitsch troverete molte fotografie di un sacco di scrittori. Per vederle bene occorre acquistarle. Finalmente le penne hanno un volto! :)


MICHAEL MOORE - Ritorna nelle librerie Michael Moore, con "Dude, where's my Country?". Ne parla Francesca Gentile su l'Unità in "Per cambiare il regime, per convertire i destrorsi. Michael Moore ritorna"
"Dude, where's my Country? Arriver? presto anche in Italia, "Entro l'autunno - promette Moore - sarà pubblicato in una cinquantina di paesi. Solo quella donna inglese, JK Rowling ha venduto pi? libri di me quest'anno, pensateci gente, c'è Harry Potter e poi ci sono io!". .."


ITALIA BLOG OLTRE - Dopo una breve pausa ritorna Pietro B. ed il suo Blog Oltre in una nuova veste editoriale: "Italia Blog Oltre", Sottolineature a margine dell'informazione italiana, libri, interviste, il web. Fateci un salto, tenetelo d'occhio e partecipate.


sabato, ottobre 11, 2003


IL CORTO - Ricevo e trasmetto: l'associazione culturale Il Cavedio (Varese) organizza un concorso a premi. I partecipanti possono inoltrare opere di narrativa, disegno, fotografia, poesia/aforisma. Sul sito dell'associazione trovate il bando di concorso con tutte le info. Scade il 15 ottobre.


lunedì, ottobre 06, 2003


DAVID BECKAM - Tra i libri più venduti in Inghilterra e Stati Uniti compare la biografia di David Beckam "My side - The Autobiography ", scritta a quattro mani dal calciatore con Tom Watt. Mito del calcio, icona pubblicitaria, sex symbol: David, da ragazzo prodigio a macchina portentosa di fama e di successo, racconta la strada che lo ha condotto fino all'Olimpo delle star dello sport e dell'immaginario onirico collettivo (soprattutto quello femminile!). (via Usa Libri)


MARGARET ATWOOD - Bold Type Magazine, rivista di letteratura di gran classe, propone una intervista a Margaret Atwood a proposito del suo ultimo romanzo "Oryx e Crake", in Italia edito da Ponte alle Grazie col titolo "L'ultimo degli uomini".


RUDOLF NUREYEV - Marco Tropea Editore pubblica "La sua danza" di Colum McCann, una biografia romanzata del ballerino di danza classica Rudolf Nureyev scomparso dieci anni fa.
"Una figura grandiosa, quella di Rudolf Nureyev, segnata dall?eccesso e destinata a provocare reazioni contrastanti, estreme. Colum McCann in queste pagine reinventa in forma di romanzo una vita che ha la capacità di far ruotare attorno a sé e di riscrivere la storia della seconda metà del Novecento, dalla povertà al lusso, dal comunismo al capitalismo, dall?esilio alla fama."
Colum McCann ? nato a Dublino nel 1965 e vive a New York.
Da leggere.


GREG CAMPBELL - Sei mesi fa è uscito "Diamanti di sangue" (Carrocci editore) di Greg Campbell, un libro informativo e di denuncia del mercato mondiale dei diamanti che radica in zone di guerra per approviginarsi di materia prima e che commercializza i propri preziosi nei paesi industrializzati a suon di campagne di marketing tanto furbe quanto illusorie.
"Diamanti di sangue è un reportage che ricostruisce il macabro traffico delle gemme con uno stile crudo e appassionato, tutto scritto in prima persona da Greg Campbell. Il giornalista americano racconta la storia del commercio delle pietre attraverso personaggi incontrati in un Eden sfitto diventato via via infernale, in cui ambienti esotici sono set di storie gotiche"
L'espresso propone un lungo brano del saggio.


AMÉLIE NOTHOMB - Giacomo Leso, per l'espresso, intervista Amélie Nothomb in "I miei figli di carta" a proposito dell'ultimissimo romanzo della scrittrice francese, AntéChrista, e di altro.
"Come Blanche, anch'io non ho mai conosciuto il libretto delle istruzioni della vita. Ero invisibile, trasparente. Nessuno mi guardava. E se non si è guardati si ha l'impressione di non esistere. Si vive in una grande sala d'attesa dove si aspetta qualcosa che non succede mai"


WILLIAM LANGEWIESCHE - Adelphi pubblica, mantenendo il titolo originale, la traduzione di "American Ground", un lungo saggio di William Langewiesche sulla tragedia del WTC dell'11 settembre 2001. Il libro si offre come inchiesta sul crollo delle due torri ed è articolato in tre reportage: il primo esplora il luogo dove sorgevano le torri, il secondo descrive le fasi dell'attacco e la dinamica del crollo ed il terzo parla dei lavori di ripristino del sito colpito e degli scontri tra tutti gli attori del soccorso: poliziotti, pompieri, etc...
"For unusual reasons I got exclusive access to the World Trade Center site. It was a very private world that was not visited by other writers in any serious way. Other journalists, reporters, and television people would come through, spend a few hours, and then be escorted out. But in order to penetrate the real story of what was happening there, you had to be there the whole time?you had to live inside of it so you could gauge its moods, see through the hype, and understand the internal politics of the place. Journalists on the outside just had no way to do that."
L'autore è scrittore e giornalista dell'Atlantic Monthly.


giovedì, ottobre 02, 2003


J. M. COETZEE - J. M. Coetzee ha vinto il premio nobel 2003 per la letteratura. Dettagli e documenti sono reperibili sul sito del "Premio Nobel"


DOUGLAS ADAMS - In questi giorni sto leggendo un libro spassosissimo, del quale tanto avevo sentito parlare ma a cui non ero riuscita a cedere prima. Si tratta di "Guida galattica per autostoppisti" (Mondadori, Piccola biblioteca Oscar) di Douglas Adams, scrittore inglese scomparso premturamente nel 2001 per infarto. Questo in verità è il primo di cinque libri dipanati attorno alle avventure di Ford Prefect e Arthur Dent, autostoppisti delle galassie... (credo fossero usciti tutti nella collana Urania della Mondadori negli anni '80, qualche appassionato tra voi forse li possiede e forse, spero, possono ancora trovarsi nei mercatini del libro usato).
Una cosa che posso consigliarvi di fare è questa: LEGGETELO! :)
Forse sarà per il periodo o per l'umore, ma raramente un libro mi ha fatto piangere dal ridere: questo c'è riuscito!
Douglas Adams, che per anni ha scritto testi per la radio e tv inglesi (dai quali nacque la saga della Guida) era un fine umorista, ironico e molto acuto, attento osservatore e sagace critico delle abitudini umane e delle nostre assurde convinzioni.
La Guida, a 30 anni dalla sua prima pubblicazione, si rivela un libro assolutamente attuale, avventuroso fantasioso e divertente, che non lesina momenti di sana riflessione su di noi.
Termino con due consigli:
  • portatevi sempre un asciugamano in borsa (ché non si sa mai cosa potrebbe accadere...)
  • non fatevi prendere dal panico!
Chi leggerà capirà ! ;) - Qui qualche assaggio...
(grazie a pippi e a wile per avermelo consigliato tacitamente...)


mercoledì, ottobre 01, 2003


RABBIT RABBIT! - Buon primo ottobre a tutti! Un augurio speciale a chi compirà gli anni durante queso mese: bilance e scorpioni farete faville! Con ottobre si chiude una stagione torrida e cinica come l'estate 2003, che ha messo a dura prova la pazienza e la resistenza fisica di milioni di persone in tutto il mondo, a causa di sconvolgimenti climatici davvero inquietanti. Speriamo che l'autunno appena iniziato si mostrerà mite e generoso, coi suoi colori seducenti e la sua frutta carnosa e compatta, con gli struggenti e favolosi cambi d'abito che investiranno le colline, i balconi, i giardini e le strade delle nostre città. Quando ve ne andate in giro alzate gli occhi al cielo e poi volgeteli intorno a voi: osservate come cambiano i luoghi, come scorrono i colori, come viaggiano i profumi da una settimana a quella successiva. Viviamo dentro ad un flusso vitale che muta continuamente ogni nostra singola cellula e mai frase fu più azzecata de "Tutto è in continuo movimento" (tiromancino). ottobre 2003
Siamo in movimento, in viaggio, alla ricerca di noi, del nostro futuro, di questo mutevole e sfuggente presente, di chi ci accompagna muto o quieto. Siamo alla ricerca di un euqilibrio privato e collettivo, di uno spartiacque che ponga chiarezza tra bene e male, tra giusto e illecito, tra giorno e notte. Questa è la stagione della maturità, delle scelte cruciali, delle meditazioni profonde, della ripresa di quei fili lasciati ad impolverare per troppo tempo, distircandoli dal superfluo. L'autunno ? un fiume che lava le scotatture del passato e che disseta gli ultimi germogli, che nutre i frutti tardivi, donando le ultime speranze prima di chiudere i gusci alla neve.
Il mio pensiero va a tutti coloro che si ritrovano a prendere una decione importante, che cambierà molte cose della loro vita e che da essa dipenderanno felicità o sofferenze di difficile quantificazione o previsione. Auguri a chi pensa di cambiar casa, a chi si riscopre non più innamorato, a chi ha paura del domani, a chi ha paura di vivere, semplicemnte, o di amare, a chi si è chiso dietro a troppe scuse, a troppi dispiaceri, dietro a se stesso, a chi dice di aver rinunciato ed invece vorrebbe tener duro e ricominciare.
Auguri ai genitori che manderanno i propri figli a scuola per la prima volta, a quei bimbi che cambiano abitudini ed età, alle famiglie separate, ai viaggiatori di continenti, a chi ha trovato la propria strada finalmente. Auguri a chi cerca lavoro, a chi si è iscritto all'università quando non credeva che più avrebbe potuto farlo. Auguri a chi ha dimenticato, perchè non debba pentirsene.
Non so voi, ma ho bisogno di credere che ottobre sarà un mese di svolta. Speriamo.


VITA SACKVILLE WEST - Se non fosse stata per l'intensa quanto breve relazione che Vita Sackville West ebbe con Virginia Woolf - che tra i tanti avvenimenti fruttò a Virginia lo splendido e ironico "Orlando" - il suo nome non avrebbe goduto della fama che si trascina da decenni, anzi, più probabilmente si ritroverebbe abbastanza ignorato da molti e sconosciuto ai più. Nata da una famiglia nobile e sposata al diplomatico Harlod Nicolson - nella più stucchevole tradizione inglese dei matrimoni di convenienza e compromesso tipici della Londra di inizio '900 - Vita Sackville West fu legata al circolo Bloomsbury e si dedicò principalmente al fascino del giardinaggio, della poesia e della letteratura, oltre che alle belle donne. Era un personaggio particolare: arrivista, indipendente e molto astuto. Utilizzò con intelligenza le proprie amicizie influenti nel campo della politica e della letteratura per farsi un nome e cercò di lasciare un "segno sul mondo" attraverso opere di poesia e narrativa - in gran parte pubblicate dalla Hogarth press di Leonard e Virginia Woolf.
Il suo è uno stile aggraziato e sinuoso, che ben si coglie ed apprezza, ad esempio, nel suo vasto epistolario, ma che non l'ha consacrata, con suo postumo dispiacere - I suppose - a poeta del secolo.
Il Saggiatore ripropone due suoi testi che da tempo non erano reperibili. Il primo è l'intenso "Passaggio a Teheran", che racconta dei suoi lunghi soggiorni in Persia e in Medio Oriente al seguito del marito.
Il secondo testo invece è un romanzo d'amore con delitto: "Il diavolo a Westease".
Per chi volesse saperne di più su quest'autrice segnalo altri due libri: Archinto presenta in catalogo il carteggio tra Vita e il marito, "Vita e Harold", mentre La Tartarga ha pubblicato nel 2002 "Adorata creatura", un volume che raccoglie le lettere di Vita a Virginia.


RAGION POLITICA - Citazioni:
"Forza Italia è il primo partito politico italiano che si sia ispirato al concetto di libertà come misura delle istituzioni e della politica, al di fuori quindi di ogni ideologia. I partiti italiani del Novecento sono costituiti attorno ad una interpretazione del reale che era influenzata dal marxismo, sia che vi aderisse sia che vi si contrapponesse. Così la cultura comunista ha potuto dominare in tutte le sue forme, dallo stalinismo al togliattismo, dal movimentiamo al ribellismo, dal terrorismo al pacifismo, usando le cattedre universitarie e quelle delle scuole, imprimendo ad ogni generazione una forma diversa della sua impronta."
Credo sia spontaneo, ora, domandarsi cosa significhi "libertà", quali e quante accezioni differenti essa possa avere e dove conduca l'idea utopica di "vivere senza padroni". C'è da farsi venire dei dubbi in merito, soprattutto quando si leggono pezzi del genere, che mettono l'ansia da perseguitato. Davvero questo "comunismo" ha imbrogliato le carte ovunque, ha "riposseduto" milioni di menti lungo cento e più anni di Storia Europea, soggiogando la "libertà" e nascondendosi ovunque?.
Forse sono proprio gli uomini senza libertà a credere di averla, quelli che servono un padrone che li convince di essere liberi a sentirsi senza padroni, quelli che fanno di un'ideologia il suo contrario e che in forza di ciò si sentono "liberi" di beffarsi di chi ha e difende dei "valori" di giustizia, democrazia ed uguaglianza non solo nelle parole che riempiono la bocca, ma nell scelte, nella vita.
Forse sono proprio gli uomini che si sentono "più uguali" degli altri a fare del limite il loro orizzonte.
Le parole ingannano.
Il testo integrale lo trovate su Ragion politica.


MOLLY IVINS - Dopo "Shrub : The Short but Happy Political Life of George W. Bush", pubblicato con buon successo nel 2000, Molly Ivins, sempre in collaborazione con Lou Dubose, ritorna sugli scaffali delle librerie degli States con un nuovo saggio su Bush e il suo governo, criticando con ironia e precisione tutte le misure del presidente più improvvisato e fuori controllo che la storia degli Usa abbia mai avuto. Il nuovo libro si intitola "Bushwhacked: Life in George W. Bush's America".


LEON RAPPOPORT - In Novembre uscirà nelle librerie italiane la traduzione di "How We Eat: Appetite, Culture, and the Psychology of Food", di Leon Rappoport, pubblicato col titolo "Come mangiamo" ed edito da Ponte alle Grazie.
Rappoport spiega che tutti noi siamo strettamente dipendenti da ciò che mangiamo,
"...combinando ricerca antropologica, sociologica, psicologica e una quantità di informazioni, aneddoti e curiosità, l'autore descrive i nostri usi alimentari dall'Età della Pietra a oggi e presso le civiltà più diverse, mostrando quanto sia stretto l'intreccio fra cibo e cultura, religione, politica, psicologia." (da Alice.it)
Un interessante saggio, per la maggior parte rivolto alle abitudini americane, utile per capire meglio chi siamo, cosa e perchè mangiamo certi alimenti e cosa, forse, diventeremo.


MARCOLINO - "Marcolino", il sito della musica libera e dei testi delle canzoni, è stato chiuso sequestrato dalla Finanza per palese violazione dell'art. 171 della legge n. 633/41. La questione dei diritti d'autore è sempre stata un dilemma, soprattutto sulla Rete. Quando apprendo notizie del genere mi sale una strana inquietudine. Occhio alle norme e citate sempre le fonti dei documenti che riportate.


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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